Domenica alle 15:00, al Tardini, andrà in scena una sfida delicata per il Napoli che vuole un posto in Champions e prova a tenere sulle spine l’Inter nella corsa allo scudetto, e il Parma che si è messo in una zona relativamente tranquilla nella rincorsa alla salvezza, obiettivo stagionale dei Ducali.
Il Parma si prepara alla sfida contro la squadra di Antonio Conte reduce dalla vittoria fondamentale contro il Milan con un’assenza che pesa sull’economia del proprio sistema di gioco. Per la prima volta in stagione, infatti, Cuesta dovrà fare a meno di Pellegrino, fermato dal giudice sportivo dopo l’ammonizione rimediata a Roma contro la Lazio, match terminato 1-1. Un’assenza non secondaria, considerando il peso specifico dell’attaccante all’interno della manovra offensiva emiliana.

Parma, l’importanza di Pellegrino
Con 8 reti sulle 22 complessive della squadra, la punta argentina non è soltanto il principale terminale offensivo, ma anche un elemento determinante nella fase senza palla, grazie alla sua capacità di lavorare per la squadra e garantire equilibrio tra i reparti. La sua continuità, testimoniata dalle 31 presenze consecutive, aveva fin qui rappresentato un punto fermo per Cuesta. La sua indisponibilità obbliga ora a una riflessione più ampia sulle soluzioni da adottare.
La strada più lineare porterebbe all’inserimento di Nesta Elphege, naturale sostituto nel ruolo di centravanti. Il francese, classe 2001, arrivato durante il mercato invernale dalla Ligue 2, ha però avuto fin qui un impatto limitato: appena tre apparizioni, tutte da subentrante, per un totale di circa 50 minuti. Un’opzione che garantirebbe continuità tattica, ma con incognite legate alla tenuta e al ritmo partita.

Parma – Napoli: Cuesta il rompicapo in attacco
In alternativa, si potrebbe aprire uno scenario più coraggioso, legato al possibile debutto del giovane Daniel Mikolajewski. L’attaccante della Primavera, già orbitante attorno alla prima squadra e convocato in diverse occasioni, sta vivendo una stagione di alto profilo sotto la guida di Corrent, con numeri che parlano chiaro: 16 gol e 3 assist in 25 presenze. Una soluzione che rappresenterebbe una scommessa, ma anche una possibile iniezione di freschezza.
Non è però da escludere una terza opzione, più strutturale, che comporterebbe una revisione dell’assetto offensivo. Senza un riferimento centrale puro, il Parma potrebbe orientarsi verso un sistema più dinamico, basato su mobilità, fraseggio e attacco della profondità. Un’idea che troverebbe sostegno in un centrocampo ora più completo, con il rientro di Bernabè e l’apporto di Nicolussi Caviglia, capaci di migliorare la qualità nella gestione del pallone.
In questo contesto, il ruolo degli esterni diventerebbe centrale. Strefezza resta un punto fermo, mentre si aprono valutazioni sugli altri interpreti: Ondrejka non ha ancora ritrovato la brillantezza della scorsa stagione, mentre Almqvist è alle prese con il recupero dall’infortunio e resta in dubbio. Proprio per questo, la candidatura di Oristanio prende quota come soluzione più funzionale a un impianto di gioco senza una punta di riferimento. Cuesta è quindi chiamato a scegliere non solo un nome, ma un’identità diversa per il suo Parma. Contro il Napoli, più che una semplice sostituzione, potrebbe andare in scena una vera ridefinizione dell’assetto offensivo.
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