Sia chiaro: il garantismo è il primo valore da seguire in casi come questo. Bisogna evitare di rincorrere il sensazionalismo e di far vorticare la spada punitiva tipica dei giustizialisti della prima e dell’ultima ora. Quello che sta emergendo nel calcio italiano, con le accuse a Gianluca Rocchi, designatore arbitri di Serie A e Serie B di aver avuto comportamenti poco lineari dal punto di vista della gestione di quello che è l’organo di controllo supremo del calcio italiano, ossia il settore arbitrale, deve essere valutato con grande calma e con grande attenzione.
Non è questo il momento di individuare dei colpevoli. Serviranno processi, serviranno indagini, serviranno eventualmente sentenze, che dovranno considerarsi definitive solo al termine dell’ultimo grado di giudizio. Quel che sta emergendo da ieri pomeriggio è che il calcio italiano è caduto nuovamente nell’ennesimo scandalo, almeno sul piano della percezione pubblica. Il problema, al di là delle responsabilità che saranno poi eventualmente individuate, è che i pozzi, già ampiamente avvelenati da narrazioni tossiche che si sviluppano spesso sui social, sono adesso definitivamente e clamorosamente saturi.

Caso Rocchi: è tutti contro tutti
L’odore acre dell’infamia, alimentato dall’accusa reciproca, sta emergendo con forza in queste ore. Tifosi delle squadre più disparate accusano altri supporter, ma la cosa ancor più grave è che si leggono interventi di giornalisti, persone che rispondono a un ordine professionale, che anziché fare informazione si mettono a fare i tifosi da bar, accusando altre squadre, altre società, altre tifoserie di aver ottenuto titoli non meritati.
Si tratta di un meccanismo al massacro, alimentato in favore di click e interazioni: ciò che oggi, purtroppo, consente di monetizzare a siti e giornali online. In questo contesto, la deontologia professionale appare accartocciata, gettata nel secchio dell’immondizia, in alcuni casi letteralmente violata. Il sensazionalismo viene venduto come notizia: è questo lo scenario a cui stiamo assistendo in queste ore.
Il calcio italiano non perda l’ennesima occasione
La speranza è che la giustizia faccia rapidamente il suo corso e lo faccia in maniera chiara, trasparente, libera e adamantina. Che si trovino i responsabili, se ve ne sono, e che, nel caso in cui si accerti che nessun illecito è stato commesso, la stessa stampa che oggi ricorre al sensazionalismo più spinto sia in grado di ristabilire le posizioni con la medesima evidenza.
Noi di SoloNapoli ci poniamo in fiduciosa attesa che gli organi di controllo svolgano le proprie indagini e che la giustizia faccia il proprio corso. Nel caso in cui dovessero essere accertate responsabilità e coinvolgimenti da parte dei vertici arbitrali, ma anche da parte delle società – eventualità che ci si augura non trovi riscontro – è necessario che la giustizia sia, una volta tanto, semplicemente giusta.
Serve il coraggio di prendere decisioni in base a ciò che le norme prescrivono, senza guardare a chi sia coinvolto, senza valutare il peso o la potenza di una determinata società e senza timore di andare fino in fondo. Uno dei problemi strutturali di questo Paese è che, quando si potevano e si dovevano compiere atti più incisivi di fronte a dinamiche illecite, si è spesso scelto un approccio più cauto, “democristiano”.
Nel classico cerchiobottismo italiano, non si è andati fino in fondo ai problemi. E forse anche questo ennesimo, potenziale scandalo affonda le proprie radici in quella incapacità, tutta sistemica, di intervenire con decisione quando sarebbe stato necessario farlo.
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