Premessa, necessaria perché la materia è delicata e potenzialmente divisiva. Molto divisiva. Questo non è un articolo che riporta una notizia, ma uno scritto che propone valutazioni e congetture sulla base delle ultime indiscrezioni emerse da operatori di mercato considerati affidabili: Gianluca Di Marzio, Alfredo Pedullà e chi più ne ha più ne metta.
Il punto di partenza è aricinoto. Antonio Conte è ancora in fase di riflessione e, al termine della stagione, incontrerà, come di sua consuetudine, Aurelio De Laurentiis per decidere se proseguire o meno il percorso sulla panchina del Napoli. Sul tavolo verranno poste le rispettive richieste, si discuterà di programmi, si analizzeranno le problematiche emerse in campionato e Champions League e si valuterà con serenità se continuare insieme oppure interrompere il rapporto con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale.
Qualora questo scenario dovesse concretizzarsi, il club sarebbe chiamato a individuare un nuovo allenatore. Tra i nomi emersi, con una certa insistenza, c’è quello di Maurizio Sarri. L’ex tecnico azzurro ha smentito pubblicamente dopo la gara con l’Udinese, ma alcune fonti continuano a sostenere che il suo nome sia presente nella lista di Giovanni Manna.

Il ritorno di Sarri e l’identità tattica
Ammettiamo, per esercizio analitico e anche per diletto, che questo scenario prenda forma: Conte lascia e Sarri torna sulla panchina azzurra dopo le esperienze in Inghilterra, alla Juventus e alla Lazio. Un rientro romantico ma che avrebbe inevitabilmente implicazioni profonde sul piano tattico.
Sarri è storicamente legato al 4-3-3, sistema che a Napoli ha rappresentato un marchio identitario preciso: possesso palla strutturato, occupazione razionale degli spazi e inserimenti continui senza palla. Negli ultimi anni il tecnico ha mostrato una maggiore flessibilità abbandonando di tanto in tanto il “dogma” della difesa a quattro, ma il suo calcio è e resta riconoscibile.
In tale contesto si aprirebbe una riflessione interessante sull’attuale rosa. Il mercato estivo 2025, ormai si può affermare con una certa chiarezza, non è stato centrato pienamente. Alcuni innesti non hanno reso secondo le aspettative, come Noa Lang e Lorenzo Lucca; altri, come Sam Beukema, sono stati utilizzati con poca continuità nonostante un investimento importanti in termini di esposizione finanziaria. Il caso di Kevin De Bruyne è diverso, perché la lunga assenza per infortunio non consente ancora una valutazione completa. Proprio qui si inserisce il possibile effetto Sarri: una rilettura tecnica della rosa, più che una sua rivoluzione.

Sarri – Mercato e rosa: da “errori” a risorse?
L’eventuale arrivo del tecnico toscano potrebbe trasformare alcuni elementi oggi marginali in risorse funzionali. Lang, ad esempio, è uno dei profili più discussi. Con Conte ha trovato poco spazio, ma in un sistema come il 4-3-3 potrebbe diventare un’alternativa credibile sulla fascia sinistra dove sta esplodendo Alisson Santos con cui si metterebbe in competizione stimolando la concorrenza interna. Un ruolo che, per caratteristiche, mutatis mutandis, richiama quello che fu di Lorenzo Insigne nel primo ciclo sarriano. In un contesto meno rigido dal punto di vista difensivo e più orientato alla produzione offensiva, Lang potrebbe ritrovare centralità e continuità, oltre a ricucire il rapporto con l’ambiente.
Un discorso simile riguarda Lucca, investimento importante, reduce dalla delusione inglese, che potrebbe essere rivalutato in un sistema che valorizza maggiormente il gioco offensivo e i riferimenti centrali. Non si tratterebbe di un ridimensionamento della rosa, ma di una sua ottimizzazione.
A centrocampo, poi, la presenza di un giocatore come Kevin De Bruyne potrebbe trovare una collocazione più “costante”, in termini tattici, anche nel ruolo di mezzala destra, posizione che può ricoprire senza alcun problema. In un sistema codificato come quello di Sarri, la sua qualità potrebbe diventare un fattore strutturale.

Sul piano del mercato, questa impostazione comporterebbe interventi limitati. In difesa, con Amir Rrahmani vicino al rinnovo (leggi qui) e la presenza di Buongiorno e Beukema, basterebbe un quarto centrale affidabile al posto di Juan Jesus ormai sicuro partente. A sinistra, molto dipenderebbe dalle valutazioni su Mathias Oliveira (in bilico come Spinazzola ma per motivi diversi), con Gutierrez da ritenere punto fermo. L’intervento più evidente sarebbe sulla fascia destra, dove serve un’alternativa credibile a Di Lorenzo. Il capitano resterebbe il titolare, ma l’organico necessita di un vice all’altezza, che possa garantire rotazioni e continuità. Un buco che si manifesta da anni e che una volta e per tutte va sanato.
Nel complesso, il ritorno di Sarri configurerebbe una rivoluzione meno radicale di quanto si possa immaginare. Cambierebbe la guida tecnica, ma l’impianto della rosa potrebbe essere valorizzato senza stravolgimenti, attraverso pochi interventi mirati. Si tratta, è bene ribadirlo, di un ragionamento ipotetico, privo di conferme concrete. Tuttavia, è uno scenario che, per coerenza tecnica e sostenibilità, merita di essere preso in considerazione.
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