Il Napoli del futuro prende forma a partire dal cuore del gioco. Non è una scelta casuale, è una precisa linea strategica. La costruzione della stagione 2026-2027 ruota attorno a tre nomi chiave – Stanislav Lobotka, Frank Zambo Anguissa e Elif Elmas – tre traiettorie che, pur partendo da presupposti diversi, finiscono inevitabilmente per incrociarsi.

Lobotka, il tempo del Napoli passa ancora dai suoi piedi
La prima certezza, oggi più solida delle voci che lo volevano lontano, riguarda Lobotka. Il regista slovacco resta il punto di equilibrio della squadra, il riferimento tecnico e tattico attorno al quale costruire. La presenza di una clausola rescissoria valida per l’estero non sembra incidere in modo concreto sul destino di questa storia: la volontà del club è chiara, così come quella del giocatore.
Il Napoli intende prolungare il contratto e blindare un elemento che negli anni si è imposto come indispensabile. Prima con Luciano Spalletti, oggi con Antonio Conte, Lobotka ha mantenuto una centralità totale nel calcio moderno. Non è solo un mediano di gestione, ma un vero metronomo, capace di dare ritmo, ordine e continuità a un sistema che punta dichiaratamente allo scudetto.

Anguissa ed Elmas, due uscite per supportare il cambiamento
Se Lobotka rappresenta la stabilità, il resto del reparto è terreno di intervento. La posizione più delicata è quella di Anguissa. L’infortunio con la nazionale, arrivato a novembre, ha segnato una frattura evidente nella sua stagione. Il rendimento non è più stato lo stesso e l’utilizzo da parte di Conte si è progressivamente ridotto.
In questo contesto, il centrocampista camerunense diventa il principale indiziato come pedina sacrificabile. Non solo per una questione tecnica, ma anche per logiche economiche e di rinnovamento. Il Napoli sta valutando profili alternativi, tra cui il nome di Richard Ríos, che rappresenterebbe un innesto più funzionale alle nuove esigenze tattiche.
Parallelamente, anche Elmas appare destinato a lasciare. Il macedone ha svolto il ruolo di jolly con affidabilità nei momenti di emergenza, ma la sua permanenza è legata a un riscatto da circa 7 milioni di euro. Una cifra che, nel contesto di un mercato che prevede già esborsi importanti – tra riscatti (Hojlund, Lucca, Santos e Giovane) e nuovi innesti – potrebbe essere considerata non prioritaria. La possibile uscita di Elmas avrebbe una doppia funzione: alleggerire il bilancio e liberare uno slot in rosa, elemento tutt’altro che secondario nella pianificazione complessiva.
Il Napoli si muove su più tavoli. L’idea è chiara: intervenire in difesa, dove è prevista una partenza come quella di Juan Jesus, inserire un’alternativa sulla fascia destra e valutare ulteriori operazioni in attacco in base alle uscite. Ma tutto parte dal centrocampo. È lì che si definiscono equilibri, gerarchie e prospettive. Ed è lì che il Napoli sembra aver preso la sua decisione più importante: ripartire da Lobotka e ridisegnare tutto il resto.
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