Si chiude il rapporto di collaborazione tra il dottor Raffaele Canonico e il Napoli. Il professionista non sarà più il medico della società. Al suo posto è pronto a essere promosso Gennaro De Luca, che nelle ultime stagioni è stato uno dei più stretti collaboratori di Canonico.
A riportare la notizia è la Repubblica, ma non è l’unica fonte: da giorni, infatti, si rincorrono indiscrezioni in questa direzione. Oggi il Napoli arriverà a Dimaro Folgarida per il primo giorno della prima fase del ritiro estivo, che si concluderà a metà agosto dopo la consueta sessione di preparazione a Castel di Sangro.
Perché il Napoli ha scelto questa rimozione? Non possiamo nascondere quanto accaduto nella scorsa stagione. Nel campionato 2025-2026, chiuso con il secondo posto a dieci punti dall’Inter campione d’Italia, una Supercoppa vinta e una Champions League molto deludente, la grande questione che ha accompagnato il cammino degli azzurri è stata quella degli infortuni.
Tanti problemi fisici si sono susseguiti con una frequenza che raramente si è vista nel Napoli e, più in generale, in Serie A. Una serie di infortuni muscolari senza precedenti, ai quali si sono aggiunti anche diversi stop traumatici, quindi episodi direttamente riconducibili al campo. Per lunghi tratti della stagione Antonio Conte si è trovato senza alternative, soprattutto a centrocampo.
Ricordiamo che, in alcuni momenti, gli unici due centrocampisti realmente disponibili erano Elif Elmas, se vogliamo considerarlo un centrocampista puro, e Scott McTominay, che a sua volta si è fermato più volte per problemi muscolari.

Napoli, una stagione segnata dagli infortuni e dai dubbi
Per tutta l’annata si è cercato un responsabile di questa emergenza. C’era chi puntava il dito contro lo staff medico e chi, invece, riteneva che fosse la durissima preparazione atletica di Antonio Conte a sfiancare i calciatori, esponendoli maggiormente agli infortuni.
La verità, però, probabilmente non è mai emersa fino in fondo. Difficilmente esiste un unico reo. È molto più plausibile che si sia trattato di un insieme di fattori, alimentato anche da una buona dose di sfortuna. Quando una stagione nasce male, spesso si crea una spirale negativa che finisce per accentuare ogni problema.
Su Canonico, però, alcune considerazioni vanno fatte. A un certo punto dell’annata, il medico intervenne ai microfoni della radio partner del club spiegando la natura di alcuni infortuni e i relativi tempi di recupero. Ebbene, in quelle dichiarazioni non furono individuate tempistiche precise per il rientro di Romelu Lukaku, si parlò del recupero di Billy Gilmour che poi avvenne diverse settimane più tardi rispetto alle previsioni e, soprattutto, venne completamente sottovalutata la situazione di David Neres.
L’infortunio del brasiliano fu inizialmente considerato di lieve entità e di rapida risoluzione. Invece il giocatore finì sotto i ferri e tornò a disposizione soltanto alla penultima giornata di campionato. Di fatto, Neres ha saltato un intero girone. Anche la gestione dei rientri ha lasciato più di un interrogativo. Lo ha spiegato indirettamente Giovanni Manna durante la presentazione di Massimiliano Allegri, parlando proprio del caso Lukaku.
Napoli – I casi Lukaku e De Bruyne e l’inizio del nuovo corso
Il direttore, nella conferenza stampa del San Carlo, sportivo ha ricordato come il Napoli si aspettasse il rientro del belga a ottobre. Successivamente il recupero è slittato a gennaio e, proprio dopo quel periodo, si è verificata una riacutizzazione del problema che ha limitato Lukaku a pochi spezzoni di gara, fino alla decisione di trasferirsi in Belgio per curarsi. Proprio la vicenda Lukaku, probabilmente, racconta che qualcosa si sia incrinato nella gestione sanitaria del gruppo.
Il centravanti, così come Kevin De Bruyne, ha preferito curarsi nel proprio Paese. De Bruyne ha trovato benefici evidenti lontano da Napoli. Lo stesso è accaduto a Big Rom: finché è stato seguito esclusivamente all’interno del club non riusciva a risolvere definitivamente il problema. A un certo punto ha scelto di affidarsi a specialisti in Belgio, prendendo di fatto una strada diversa rispetto a quella partenopea.
I risultati, poi, si sono visti durante il Mondiale, che ci ha restituito un calciatore completamente recuperato dal punto di vista sanitario. Forse non ancora nella migliore condizione atletica, ma certamente guarito e arruolabile. È probabile, quindi, che la società abbia ritenuto di dover attribuire precise responsabilità al dottor Canonico. Altrimenti il rapporto sarebbe proseguito con reciproca soddisfazione. La gestione degli infortuni, ma anche la comunicazione degli stessi, sia verso l’esterno sia all’interno del club, possono aver contribuito in maniera determinante a questa decisione.
Napoli: Canonico diventa un capro espiatorio?
Probabilmente sì. È possibile che paghi anche responsabilità non esclusivamente sue, ma che, alla luce di come si sono sviluppati gli eventi, oggi appaiono comunque evidenti o, quantomeno, desumibili. Nel frattempo è iniziato il nuovo corso targato Massimiliano Allegri e, con esso, anche quello del dottor Gennaro De Luca, chiamato a raccogliere un’eredità tutt’altro che semplice. Gli occhi saranno inevitabilmente puntati sul suo lavoro.

Il Napoli presenta una rosa giovane in alcuni reparti: basti pensare ad Alisson Santos, Rasmus Højlund e Antonio Vergara in attacco. In altri ruoli, però, l’età media è decisamente più elevata. A centrocampo ci sono ultratrentenni come Frank Zambo Anguissa, Stanislav Lobotka e Kevin De Bruyne. In difesa troviamo Amir Rrahmani e Giovanni Di Lorenzo, mentre Matteo Politano ha ormai superato i trent’anni e Leonardo Spinazzola rappresenta un altro elemento esperto sulle corsie laterali.
Insomma, in alcuni ruoli chiave il Napoli ha una rosa matura e questa situazione impone una gestione sanitaria estremamente attenta. Il dottor De Luca, insieme allo staff di Massimiliano Allegri, dovrà trovare il giusto equilibrio per evitare sovraccarichi di lavoro che possano trasformarsi in continui problemi muscolari.
Nel Napoli, dunque, si apre un nuovo corso. Dopo una stagione falcidiata dagli infortuni, il dottor Raffaele Canonico non sarà più il responsabile sanitario del club. L’auspicio della società è che questo cambiamento possa rappresentare il primo passo per lasciarsi alle spalle un’annata segnata da troppi stop fisici e affrontare il futuro con ben altre certezze.
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