Una rondine non fa primavera, ma ne annuncia il presagio. Nella stagione trascorsa, la durata media del gioco effettivo nelle gare di Serie A, depurata dalle interruzioni, si attestava attorno ai 52 minuti. La prima giornata del Campionato 2026-2027 ha restituito un dato ben diverso: 58 minuti. Sei minuti in più, su un totale di novanta, costituiscono uno scarto non trascurabile. Resta da vedere se questa cifra troverà conferma nel tempo o se, diversamente, le prossime giornate ne ridimensioneranno la portata, restituendoci un quadro più fedele alla realtà.

Genoa-Napoli, la sfida del tempo pieno
A quale incontro spetta il primato del gioco effettivo? A Genoa-Napoli, che ha fatto segnare la ragguardevole cifra di 62:43 minuti di palla in movimento. Un dato quasi eclatante, se posto a confronto con certi frammentati e indigesti spezzatini a cui il pubblico è stato abituato negli anni recenti. A dirigere l’incontro è stato il signor Di Bello che, sin dal calcio d’inizio, ha optato per un metro di giudizio assai permissivo, intervenendo col fischietto solo quando strettamente indispensabile. Ne sa qualcosa Hojlund, di fatto imbrigliato dall’irruenza di Ostigard, la cui condotta aggressiva è stata tollerata con una liberalità che, appena una stagione fa, sarebbe stata verosimilmente sanzionata.

La «mutazione genetica» del calcio cisalpino
L’abbiamo scritto a più riprese, lo abbiamo ribadito nelle dirette sul canale TikTok di SoloNapoli: la rete di De Bruyne, convalidata tra polemiche tanto vivaci quanto sterili, ancora ben lungi dal placarsi, è la diretta conseguenza di questa «mutazione genetica» del calcio nostrano. Poco importa il disappunto delle cariatidi del giornalismo sportivo, prodighe di elucubrazioni filosofiche vacillanti e permeate da uno spirito apertamente reazionario. Se il calcio aspira a farsi sport più veloce, dinamico, al passo con i tempi e, soprattutto, credibile agli occhi di chi lo guarda, occorre «depenalizzare» certi presunti falli ed educare i calciatori a non elemosinare più il comodo fischio gettandosi a terra, prediligendo invece la ricerca del gioco.
Malen, Hermoso e la coerenza di un nuovo criterio
Questa medesima ratio interpretativa spiega altresì la convalida della rete di Malen in Roma – Fiorentina, scaturita da un’azione in cui Hermoso allarga il braccio colpendo in pieno volto Mastantuono. Una dinamica diversa, certo, da quella che ha preceduto il gol del vantaggio del Napoli a Marassi, ma figlia della medesima revisione applicativa del regolamento. È forse giunto il momento di archiviare sterili polemiche e di rendere chiaro ai tifosi che il mondo del calcio, piaccia o meno, sta mutando pelle.
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