Fortunatamente questa pausa nazionali sta per finire: tra quattro giorni il Napoli di Antonio Conte tornerà in campo nel big match della 31ª giornata contro il Milan. Una Pasquetta particolare per i napoletani, che si divideranno tra la classica gita fuori porta e uno scontro decisivo in chiave Champions League, e chissà che non possa valere anche qualcosa di più.
Dopo il disastro della nazionale guidata da Gennaro Gattuso, eliminata dalla Bosnia nel playoff per l’accesso al Mondiale, si è aperta la questione successione in FIGC. Gabriele Gravina non vuole mollare il suo scranno, ma il governo potrebbe commissariare l’ente che guida il calcio italiano e piazzare, al vertice della struttura, l’attuale Ministro dello Sport Andrea Abodi.
Chiaramente un nuovo dirigente porterebbe con sé nuovi schemi, nuove idee e anche un nuovo commissario tecnico. Dovesse rimanere Gravina – ipotesi difficile da postulare, nonostante l’endorsement di Alexander Ceferin, numero uno della UEFA – potrebbe restare Gennaro Gattuso, già confermato dallo stesso dirigente subito dopo la debacle contro la Bosnia.
L’endorsement di Ceferin a Gravina
Mentre il governo mira alla sua rimozione, #Gravina trova un alleato.
Alexander Ceferin, presidente della #UEFA, ha difeso a spada tratta il il numero uno della FIGC e ha attaccato la politica italiana.Le sue parole: “Non è assolutamente responsabilità di Gravina… pic.twitter.com/xtXzLeBtzS
— SoloNapoliX (@SoloNapoliX) April 2, 2026
Se invece dovesse arrivare un nuovo dirigente, si aprirebbe inevitabilmente la successione sulla panchina azzurra. I nomi sul tavolo, al momento, sono tre. Il primo è quello di Roberto Mancini, molto vicino ad Abodi e desideroso di tornare in Italia dopo l’esperienza araba. Gli altri due sono Massimiliano Allegri e Antonio Conte.
Conte – Italia: congetture e suggestioni
Su questi ultimi nomi, tuttavia, pesa un ostacolo evidente: entrambi sono attualmente sotto contratto con club di primo piano come Napoli e Milan, che difficilmente aprirebbero a una cessione.
Nel caso del Napoli, che ci interessa più da vicino, incidono due fattori. Il primo riguarda proprio Antonio Conte che, pur attratto dalla prospettiva di tornare sulla panchina azzurra, vuole completare il lavoro intrapreso all’ombra del Vesuvio. A fine stagione è previsto un incontro con Aurelio De Laurentiis per definire il futuro e, con ogni probabilità, si andrà verso la prosecuzione del rapporto.

Il secondo elemento riguarda la posizione del presidente del Napoli. De Laurentiis non è un interlocutore semplice e difficilmente libererebbe il suo allenatore, l’uomo su cui ha puntato con decisione, assecondandone le richieste nei limiti delle possibilità e della sostenibilità economica del club. Ancora, il precedente Spalletti pesa in rapporti non proprio sereni con la Federazione Italiana Giuoco Calcio.
In queste ore, più che notizie vere e proprie, emergono congetture. Alcuni grandi gruppi editoriali, come Sky, hanno parlato di un possibile abboccamento nei confronti di Conte, Allegri e Mancini, ma si tratta di ricostruzioni basate sui consueti cliché narrativi: “si dice”, “forse”, “si pensa”, “è attratto”. Manca, in sostanza, un riscontro concreto, un’informazione precisa che indichi la volontà di Conte di lasciare Napoli per guidare la nazionale.
In questa fase, dunque, queste voci vanno riportate, ma non elevate a verità assoluta. Le pause delle nazionali generano sempre un certo chiacchiericcio e, quando la nazionale diventa tema di tendenza, è fisiologico che si moltiplichino le indiscrezioni. Per ora, al 2 aprile 2026, Antonio Conte resta saldamente sulla panchina del Napoli e non c’è alcun segnale concreto che possa portarlo a dire sì all’azzurro dell’Italia.
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