Exequiel Zeballos è un nome che gira in maniera insistente in relazione al Napoli. Non sarebbe una semplice operazione di mercato, ma la conferma di una linea tecnica ormai delineata all’ombra del Vesuvio: individuare talenti sudamericani prima della definitiva esplosione e inserirli in un contesto capace di esaltarne le qualità. Perché l’argentino, che ha fatto vedere cose buone, non è ancora sbocciato del tutto. Una mezza scommessa, quindi, ma con buoni margini di riuscita. In questo senso, la gestione di Antonio Conte (che dovrebbe rispettare il contratto triennale e rimanere in azzurro anche l’anno prossimo) sembra orientata a consolidare una struttura chiara, all’interno della quale ogni innesto deve rispondere a criteri funzionali ed economici rigorosi.
Zeballos, per caratteristiche, rientra perfettamente in questa logica. È un giocatore che vive di accelerazioni, di strappi e di giocate individuali, ma che negli ultimi sviluppi della sua esperienza al Boca Juniors ha iniziato a mostrare segnali di crescita anche nella gestione delle ricezioni interne e nella lettura degli spazi.

Exequiel Zeballos – La possibile collocazione nel 3-4-2-1 di Antonio Conte
L’eventuale conferma del 3-4-2-1 aprirebbe uno scenario tattico ben definito. Nel sistema di Conte, i due rifinitori alle spalle della punta non sono semplici trequartisti statici, ma interpreti dinamici chiamati a occupare le mezze posizioni, muovendosi tra le linee e contribuendo sia alla rifinitura che alla creazione di superiorità. In questo ambito, Zeballos troverebbe la sua dimensione ideale partendo da destra, in una posizione che gli consentirebbe di alternare ampiezza e accentramento. Non più un’ala pura, ma un giocatore capace di ricevere tra le linee e puntare l’uomo fronte alla porta, sfruttando il primo controllo orientato per creare immediatamente vantaggio.
Uno dei limiti che spesso emergono nelle squadre strutturate è la difficoltà nel rompere equilibri statici contro blocchi bassi. È proprio in questo tipo di contesto che un profilo come Zeballos può diventare determinante. La sua capacità di saltare l’uomo e di creare superiorità numerica anche in assenza di costruzioni elaborate rappresenta una risorsa preziosa. Nel Napoli, questo si tradurrebbe nella possibilità di avere un riferimento offensivo capace di accendere la giocata senza bisogno di sovraccarichi posizionali, offrendo soluzioni immediate e imprevedibili nelle zone più congestionate del campo.
Exequiel Zeballos – Il ruolo del quinto e gli spazi intermedi
Un elemento chiave per comprendere l’integrazione di Zeballos riguarda il rapporto con l’esterno a tutta fascia. Nel sistema di Conte, il quinto garantisce ampiezza e profondità costante, occupando stabilmente la corsia laterale. Lo vediamo con Politano ma anche dall’altro lato con Spinazzola o Gutierrez quando è chiamato ad agire sull’out mancino. Questo consente ai trequartisti di lavorare negli half-spaces, zone in cui il talento argentino può esprimersi con maggiore efficacia.
Protetto da questa struttura, Zeballos può anche accentrare il proprio raggio d’azione, ricevendo più spesso in posizione favorevole e limitando i compiti di ampiezza pura. Il risultato sarebbe un utilizzo più razionale delle sue qualità, orientato alla creazione di superiorità e alla rifinitura negli ultimi metri.
Le incognite della fase di non possesso
Se dal punto di vista offensivo l’inserimento appare naturale, lo stesso non si può dire (ancora) per la fase difensiva. Le squadre di Conte richiedono un livello elevato di partecipazione anche agli uomini offensivi, soprattutto nelle transizioni negative e nella riaggressione immediata.
Zeballos, sotto questo aspetto, è ancora un giocatore in evoluzione. La sua integrazione nel Napoli passerebbe inevitabilmente da un percorso di crescita tattica che lo porti a migliorare nella disciplina posizionale e nella continuità dell’impegno senza palla. È un passaggio obbligato per evitare squilibri in un sistema che basa la propria solidità su sincronismi molto precisi. Ma Conte, sulla materia, è un cattedratico. L’evoluzione dell’argentino non sarebbe altro che l’ennesima conferma della capacità di plasmare gli uomini del tecnico salentino.

Un investimento tra campo e contesto
Sul piano strategico, l’operazione avrebbe una doppia valenza. Da un lato, si tratterebbe di un investimento su un talento ancora non completamente espresso (a costo vantaggioso, tra l’atro), con margini di valorizzazione importanti. Dall’altro, si inserirebbe in una tradizione che ha spesso premiato il Napoli: quella del rapporto privilegiato con i calciatori argentini.
La piazza partenopea ha dimostrato nel tempo una particolare affinità con questo tipo di profili, facilitandone l’inserimento sia sul piano tecnico che emotivo. Un fattore che può incidere concretamente sulla velocità di adattamento, soprattutto per un giocatore giovane e ancora in fase di definizione.
Zeballos non rappresenterebbe una soluzione immediata e definitiva, ma una scommessa strutturata e coerente con il progetto tecnico. Inserito nel 3-4-2-1 di Conte (ma anche in un ipotetico 4-3-3), potrebbe diventare un elemento capace di portare imprevedibilità e rottura, a patto di completare il proprio percorso di crescita.
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