Inter

Inter, una caduta non fa sistema

User avatar placeholder
Scritto da Diego Catalano

25 Febbraio 2026

Ora è comodo, ora è facile spostare il focus sul livello medio di competitività del calcio italiano. Fino a un mese fa questa narrazione rimaneva ben riposta nelle segrete stanze di redazioni attente a non incrinare equilibri consolidati. Da ieri sera, ossia da quando l’Inter è uscita dalla Champions League senza onore e con cinque palloni sul groppone incassati dal sagace – ma oggettivamente modesto nel panorama europeo – Bodo Glimt, si è tornati a parlare con insistenza del presunto declino strutturale della Serie A.

E allora spazio ad analisi affrettate, considerazioni apocalittiche, valutazioni che sconfinano nella dietrologia, fino a costruire una tesi tanto suggestiva quanto fragile: il fallimento di una squadra come prova generale della decadenza dell’intero movimento calcistico nazionale. È una scorciatoia narrativa, un riflesso quasi automatico che semplifica la complessità.

Napoli
Il Maradona pronto per la Champions League

L’anno passato il bistrattato e vituperato Simone Inzaghi conduceva l’Inter fino alla finale di Champions League. Un percorso europeo solido, coerente, culminato in una sfida persa malamente contro il PSG. Ma comunque trattavasi di una finale. Cosa che i nerazzurri avevano raggiunto due anni prima contro il Manchester City che, al di là dell’esito (1-0 per i Citizens), fu messo in seria difficoltà pur essendo una corazzata costruita per dominare. In quel caso non si parlò di sistema virtuoso o di rinascimento italico: si raccontò, più semplicemente, di una squadra forte e ben allenata, capace di massimizzare le proprie risorse.

Mutatis mutandis, oggi il discorso dovrebbe restare sullo stesso piano. L’Inter fallisce, cade malamente e il tonfo è rumoroso. Ma attribuire questa figura barbina alle presunte debolezze strutturali della Serie A significa forzare il quadro. Se il metro di giudizio diventa questo, allora anche la caduta del Napoli – altrettanto fragorosa e dolorosa, anche sotto il profilo economico – dovrebbe essere letta con identica indulgenza sistemica.

Il punto è semplice: le sconfitte appartengono alle squadre. Le crisi, eventualmente, ai sistemi. Confondere i due piani produce solo analisi superficiali. Come quelle che leggiamo da qualche ora.


Seguici sui nostri social: clicca qui per saperne di più

Seguici sui nostri social

Diego Catalano

Image placeholder
Partenopeo, misantropo, progger talebano
Condividi l'articolo

Ora è comodo, ora è facile spostare il focus sul livello medio di competitività del calcio italiano. Fino a un mese fa questa narrazione rimaneva ben riposta nelle segrete stanze di redazioni attente a non incrinare equilibri consolidati. Da ieri sera, ossia da quando l’Inter è uscita dalla Champions League senza onore e con cinque palloni sul groppone incassati dal sagace – ma oggettivamente modesto nel panorama europeo – Bodo Glimt, si è tornati a parlare con insistenza del presunto declino strutturale della Serie A.

E allora spazio ad analisi affrettate, considerazioni apocalittiche, valutazioni che sconfinano nella dietrologia, fino a costruire una tesi tanto suggestiva quanto fragile: il fallimento di una squadra come prova generale della decadenza dell’intero movimento calcistico nazionale. È una scorciatoia narrativa, un riflesso quasi automatico che semplifica la complessità.

Napoli
Il Maradona pronto per la Champions League

L’anno passato il bistrattato e vituperato Simone Inzaghi conduceva l’Inter fino alla finale di Champions League. Un percorso europeo solido, coerente, culminato in una sfida persa malamente contro il PSG. Ma comunque trattavasi di una finale. Cosa che i nerazzurri avevano raggiunto due anni prima contro il Manchester City che, al di là dell’esito (1-0 per i Citizens), fu messo in seria difficoltà pur essendo una corazzata costruita per dominare. In quel caso non si parlò di sistema virtuoso o di rinascimento italico: si raccontò, più semplicemente, di una squadra forte e ben allenata, capace di massimizzare le proprie risorse.

Mutatis mutandis, oggi il discorso dovrebbe restare sullo stesso piano. L’Inter fallisce, cade malamente e il tonfo è rumoroso. Ma attribuire questa figura barbina alle presunte debolezze strutturali della Serie A significa forzare il quadro. Se il metro di giudizio diventa questo, allora anche la caduta del Napoli – altrettanto fragorosa e dolorosa, anche sotto il profilo economico – dovrebbe essere letta con identica indulgenza sistemica.

Il punto è semplice: le sconfitte appartengono alle squadre. Le crisi, eventualmente, ai sistemi. Confondere i due piani produce solo analisi superficiali. Come quelle che leggiamo da qualche ora.


Seguici sui nostri social: clicca qui per saperne di più

Seguici sui nostri social

NEXT MATCH

ACF Fiorentina ACF Fiorentina
VS
SSC Napoli SSC Napoli
Serie A - 5ª Giornata
00 Giorni
00 Ore
00 Minuti
00 Secondi
📍 Stadio Artemio Franchi - 12:30
✈️ In Trasferta

Diego Catalano

Image placeholder
Partenopeo, misantropo, progger talebano

Serie A

1
AS Roma
12 pt
2
FC Internazionale Milano
12 pt
3
Como 1907
10 pt
4
SS Lazio
10 pt
5
Cagliari Calcio
9 pt
6
AC Milan
8 pt
7
Frosinone Calcio
7 pt
8
Juventus FC
7 pt
9
US Sassuolo Calcio
7 pt
10
SSC Napoli
6 pt

Champions League

1
Paris Saint-Germain FC
3 pt
2
FC Bayern München
3 pt
3
FC Barcelona
3 pt
4
Manchester United FC
3 pt
5
Como 1907
3 pt
6
Sporting Clube de Portugal
3 pt
6
VfB Stuttgart
3 pt
8
Manchester City FC
3 pt
9
Aston Villa FC
3 pt
9
Racing Club de Lens
3 pt

Napoli Casual Media