Ieri, venerdì 17 luglio, una data che spaventa un po’ chi crede nelle scaramanzie, è cominciata ufficialmente la stagione del Napoli. Il ritiro di Dimaro, con l’arrivo nella Val di Sole, sancisce il primo atto formale di un’annata lunga, impegnativa e logorante, nella quale gli Azzurri saranno chiamati a competere su tre fronti da autentici protagonisti.
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha ribadito più volte che l’obiettivo è quello di giocarsela ai massimi livelli. Lo stesso De Laurentiis ha sottolineato a più riprese che il Napoli 2025-2026, senza quella lunga serie di infortuni, sarebbe stato campione d’Italia. Forse una dichiarazione azzardata, forse una convinzione nella quale il presidente crede davvero. Di certo è un’affermazione che non potrà mai avere una controprova. È un grande “se”.
Ed è proprio questo il punto. Quella del 2026-2027 potrebbe essere la stagione dei “se”. Le cose potranno andare per il verso giusto se si concretizzeranno diversi scenari, se alcune tessere riusciranno a incastrarsi perfettamente in quel puzzle armonico che è un’annata capace di concludersi con la vittoria di un trofeo.

Gli uomini dai quali passa il futuro del Napoli
Sono tanti i calciatori attorno ai quali ruotano le aspettative di Massimiliano Allegri, del presidente De Laurentiis e della piazza in generale. Se alcuni di loro riusciranno a esprimersi come ci si aspettava già nella scorsa stagione, allora questa potrebbe davvero diventare un’annata memorabile. Ma non è scontato che possa accadere
Il primo nome che viene in mente è quello di Frank Zambo Anguissa. Lo scorso anno aveva chiuso il campionato quasi polemicamente nei confronti della piazza, non prendendo parte al giro d’onore al termine della stagione allo stadio Maradona. Dopo l’infortunio e complice anche il modo in cui era stato gestito da Antonio Conte, sembrava un calciatore svuotato. Oggi, invece, dà l’impressione di essere un Anguissa diverso. Lo si è visto coinvolto, convinto del progetto, sia nel primo giorno di ritiro sia durante i test prestagionali. Se dovesse tornare ai livelli precedenti all’infortunio accusato con la sua nazionale alla fine del 2025, potrebbe rappresentare un valore aggiunto enorme. Questo è il primo grande “se” della stagione, ma certamente non è l’unico.
Un altro riguarda Stanislav Lobotka. Lo slovacco è un elemento fondamentale nell’economia del gioco del Napoli, uno dei protagonisti degli ultimi due scudetti. Deve ritrovare nuovi stimoli e dimostrare, con un nuovo allenatore, di essere ancora il fulcro del progetto tecnico. L’intensità non è mai venuta meno, ma ora servirà confermare la sua centralità. Se Lobotka ci riuscirà, metterà a disposizione tutta la sua esperienza e la sua straordinaria visione di gioco. Un plus per il Napoli.

Napoli – Dagli infortuni al mercato: gli altri “se” della stagione
Lo stesso discorso vale anche per Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. Se entrambi avranno definitivamente superato gli infortuni che li hanno condizionati nella passata stagione, il Napoli ritroverà due campioni di livello internazionale, dotati di esperienza e qualità sufficienti per incidere profondamente sul cammino della squadra.
C’è poi un altro grande “se”: quello legato agli infortuni. Se il Napoli riuscirà finalmente a convivere con una stagione più serena sotto questo aspetto, il suo percorso potrebbe essere completamente diverso rispetto a quello precedente. Purtroppo, però, il primo giorno non ha portato buone notizie. Alessandro Buongiorno è rimasto fermo ai box, con la concreta possibilità di dover ricorrere a un intervento chirurgico. Se così fosse, il suo rientro potrebbe slittare di diversi mesi.
Un altro passaggio fondamentale riguarda il mercato. Se Giovanni Manna riuscirà prima a sfoltire l’organico e poi a completarlo con gli ultimi innesti necessari, allora il Napoli potrà contare su una rosa davvero completa e competitiva.
Infine c’è Massimiliano Allegri. Se il tecnico saprà dimostrare quella duttilità tattica che forse è mancata nelle sue ultime esperienze tra Milan e Juventus, e se riuscirà a ritrovare le qualità che avevano caratterizzato la prima fase della sua carriera in panchina, allora potrà dare tantissimo al Napoli, sia sotto il profilo tecnico sia in termini di mentalità e organizzazione.
E poi c’è lei, la fortuna. Se deciderà finalmente di dare una mano agli azzurri e se, al contrario, la sfortuna rivolgerà il proprio sguardo altrove, allora tutti questi grandi “se”, insieme a tante altre piccole dinamiche che inevitabilmente caratterizzano un campionato, potranno contribuire a costruire una squadra vincente.
Se tutto questo accadrà, il Napoli potrà davvero sedersi al banchetto delle grandi. Perché le rivali non stanno certo a guardare: si stanno rinforzando e vogliono conquistare il proprio posto al sole, lo stesso che il Napoli rivendica con forza.
Alla fine, tutto dipende dai “se”.
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