Max Allegri

Napoli – A te la scelta, Mister

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Scritto da Giovanni Moretti

5 Giugno 2026

Massimiliano Allegri nelle sue ultime avventure alla Juventus e al Milan ha da subito adottato il 3-5-2, in alcuni casi modificato in un 3-4-2-1 a lui tanto caro, che però non ha costituito un mantra nel corso della sua carriera: nella sua prima esperienza nella squadra bianconera, infatti, ha utilizzato svariati moduli: 4-3-3, 4-3-1-2, 4-4-2, 4-2-3-1. Il bivio più importante riguarda l’assetto difensivo e la scelta tra la difesa con 3 o 4 interpreti, entrambe opzioni percorribili a Napoli al netto di nuovi innesti nella retroguardia partenopea o di nuove valutazioni per i rientranti dai prestiti come Rafa Marin, reduce da un’ottima annata al Villarreal; Mario Gila, già al centro di voci di mercato, il quale sarebbe di grande aiuto al mister per la sua fisicità e attenzione difensiva, un giocatore in grado di giocare dal basso e contestualmente in grado di portare palla per saltare la prima linea di pressione avversaria.

La difesa di Allegri: tra linea a tre, solidità e capacità di soffrire

In caso di difesa a 3 i due braccetti ipotetici dovranno essere in grado di alternarsi nell’accompagnare la fase offensiva, andando a riempire l’area di rigore o dando ampiezza alla manovra, mentre in fase difensiva dovranno mantenere una linea stretta, pronta ad alzarsi per mandare gli inserimenti avversari in fuorigioco. La caratteristica principale delle difese comandate dal tecnico toscano è la capacità di soffrire e resistere agli attacchi avversari continui, favoriti da un approccio tattico costituito da linee difensive vicine tra loro, ma che allo stesso tempo tendono ad abbassarsi notevolmente lasciando, di conseguenza, agli avversari il pallino del gioco.

Napoli Allegri
Max Allegri e Adrien Rabiot

I terzini o esterni di centrocampo di Allegri sono da sempre giocatori versatili, in grado di sostenere sia la fase difensiva sia la fase offensiva, come Cambiaso e Saelemaekers. Nella fase difensiva “allegriana” di uno schieramento a 3, gli esterni hanno il compito di abbassarsi sulla linea dei difensori, passando così ad uno schieramento a 5, e di conseguenza saranno necessari giocatori attenti negli inserimenti alle spalle e capaci di reggere gli uno contro uno delle squadre avversarie, ma soprattutto saranno d’obbligo giocatori dalla gamba rapida e polmoni d’acciaio, in grado di puntare l’uomo e ribaltare l’azione.

Lo stesso discorso è applicabile anche in caso di difesa a 4: in tale assetto i terzini andrebbero a sovrapporsi con gli esterni d’attacco in uno schema codificato per portare via l’uomo in caso di raddoppio o per tentare di andare in superiorità numerica nel caso in cui le scalate difensive avversarie dovessero risultare in ritardo.

Napoli – Il centrocampo come motore del gioco: regista, inserimenti e nuovi equilibri

Il centrocampo del tecnico toscano prevede da sempre l’uso di un regista: nella passata stagione ha avuto al suo servizio il migliore della sua generazione Luka Modric, ma in casa Napoli tiene banco la situazione Stanislav Lobotka dal futuro incerto, accompagnata dallo sfortunato infortunio di Billy Gilmour alle porte del mondiale, che lo terrà fuori per almeno due mesi. Il play nel gioco “allegriano” deve essere in grado di dare il tempo per ogni azione offensiva, deve essere il cervello in campo capace di rallentare l’azione ma anche di velocizzarla con una verticalizzazione o con un cambio di gioco per mandare l’esterno a puntare l’avversario.

Un giocatore dagli occhi anche dietro la testa, che in caso di pressing alto si abbassi tra i centrali per prendere la palla e liberare lo spazio alle sue spalle al fine di eludere lo schermo uomo su uomo. Inoltre, in fase difensiva dovrà essere abile nel riconquistare i palloni in mezzo al campo, e quindi essere dotato di un’ottima fase di interdizione e grinta, con la consapevolezza di poter giocare da ultimo uomo in caso di palla persa durante un forcing offensivo. Un nome da tenere d’occhio è sicuramente quello di Richard Rios, già avversario del Napoli contro il Benfica, classe 2000, roccioso fisicamente ma dal piede educato con una grande intelligenza tattica.

Parma Napoli
Scott McTominay durante Napoli Parma

Le due mezz’ali, in caso di centrocampo a 3, sono l’asso nella manica del mister di Livorno, i cui compiti offensivi hanno un solo obiettivo: riempire l’area e segnare. Calciatori dal fiuto del gol, in grado di inserirsi a fari spenti per colpire gli avversari alle spalle, con colpi anche dalla distanza in caso di partite bloccate contro squadre fortino.

Spesso le “mezz’ali allegriane” si ritrovano a comunicare con le punte con degli 1-2 rapidi eseguiti in spazi ristretti oppure in un triangolo composto con l’aiuto dell’esterno offensivo e del terzino (in caso di modulo a 4), di modo tale da avere sempre uno scarico libero con la possibilità di attaccare l’area di rigore.

Il Napoli ha la fortuna di avere uno dei migliori interpreti per questo tipo di incarico, Scott McTominay, e secondo le ultime indiscrezioni Allegri vorrebbe portare con sé il suo pupillo, Adrien Rabiot, per avere su entrambe le zone di campo una potenza offensiva devastante.

Un’operazione del genere porterebbe, però, alla cessione di Anguissa, da anni perno del centrocampo partenopeo grazie alle sue doti difensive e alla sua imponente stazza fisica, purtroppo vittima di un infortunio che l’ha tenuto fuori svariati mesi, portandolo a perdere la sua dinamicità.

Inoltre, un centrocampo con due mezz’ali penetratrici potrebbe portare ad uno squilibrio pericoloso in caso di ripartenze avversarie: la mossa ideale potrebbe essere quella di posizionare nello scacchiere un recupera palloni in grado di giocare su entrambi i fronti e dalla forte fisicità, come Pape Matar Sarr, giovane centrocampista del Tottenham in grado di giocare anche in una mediana a 2.

De Bruyne, Hojlund e Vlahovic: le chiavi offensive del nuovo Napoli

Ovviamente tutto questo ruota attorno alla figura di Re Kevin, anche lui con un futuro incerto a causa delle sirene americane sempre più insistenti, la cui eventuale permanenza determinerebbe delle chiavi tattiche interessanti nel centrocampo partenopeo: la prima è quella di utilizzarlo come mezz’ala con compiti prevalentemente offensivi, spostando, così, McTominay sulla parte opposta e affidandogli il ruolo di box to box ma con particolare attenzione alla fase difensiva; la seconda è quella di usare De Bruyne da trequartista portandolo più vicino alla porta e alla punta, libero di galleggiare negli spazi della trequarti e con la possibilità di servire gli inserimenti dei compagni (in tal caso si potrebbe pensare ad un 4-2-3-1 con il centrocampista scozzese nei due in mediana).

La terza opzione prevede l’uso del belga come regista, una sua nuova versione in veste sicuramente più difensiva ma che potrebbe portare diversi benefici alla manovra partenopea grazie alla sua visione di gioco a tutto campo e alla sua capacità di raggiungere i compagni con lanci lunghi e precisi in grado di guadagnare tempi di gioco decisivi in fase offensiva.

L’attacco del Napoli, fresco dei riscatti di Alisson Santos e Rasmus Hojlund, potrebbe subire delle variazioni negli interpreti, a seconda del modulo deciso dal mister: in caso di attacco a 2 esterni il neo acquisto brasiliano e il rientrante Lang verrebbero utilizzati come jolly per spaccare le partite; Neres e Giovane al contrario potrebbero essere degli interpreti agendo da sottopunta, oltre che come frecce sulla fascia, con libertà di svariare e girare attorno al danese, e stessa cosa dicasi per Vergara, il quale in aggiunta è in grado di poter giocare largo sulla destra ma anche come trequartista. E così anche il ruolo di Politano verrà poi deciso in base al modulo scelto.

Napoli
La triade ex Manchester del Napoli

Indipendentemente dal modulo, la punta di Allegri ha come prerogativa quella di far salire la squadra in ogni modo possibile: protezione della palla, scambi veloci, progressione palla al piede nel tentativo di far allungare le difese, mentre il resto degli interpreti possono andare incontro al centravanti per ricevere lo scarico, creare linee di passaggio o inserimenti in profondità da servire.

Il tutto deve essere caratterizzato da una grande velocità per rendere la manovra avvolgente e cogliere la difesa avversaria impreparata. Nel gioco di Allegri anche la punta deve sacrificarsi ed essere pronta a giocare sottopalla nel tentativo di schermare le linee di passaggio con l’aiuto delle ali o della seconda punta.

Inoltre, restano irrisolte le questioni Lukaku e Lucca, entrambe operazioni importanti dal punto di vista economico per il Napoli e che ora sembrano destinati a partire per motivi diversi tra loro: il belga per motivi anagrafici e di ingaggio, aggravati da un infortunio che l’ha tenuto fuori tutta la stagione; mentre l’ex Udinese, che non ha mai convinto il tecnico uscente Antonio Conte né sul piano tecnico né sul piano comportamentale, è reduce da un finale di stagione in Inghilterra disastroso. Per tali motivi il Napoli ha posato gli occhi su un altro pupillo del tecnico toscano: Dusan Vlahovic in uscita a zero da Torino.

Dunque, nel caldo dell’estate il Napoli è pronto a costruire il suo nuovo scheletro tattico con una piazza che vuole vincere e divertirsi.


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Massimiliano Allegri nelle sue ultime avventure alla Juventus e al Milan ha da subito adottato il 3-5-2, in alcuni casi modificato in un 3-4-2-1 a lui tanto caro, che però non ha costituito un mantra nel corso della sua carriera: nella sua prima esperienza nella squadra bianconera, infatti, ha utilizzato svariati moduli: 4-3-3, 4-3-1-2, 4-4-2, 4-2-3-1. Il bivio più importante riguarda l’assetto difensivo e la scelta tra la difesa con 3 o 4 interpreti, entrambe opzioni percorribili a Napoli al netto di nuovi innesti nella retroguardia partenopea o di nuove valutazioni per i rientranti dai prestiti come Rafa Marin, reduce da un’ottima annata al Villarreal; Mario Gila, già al centro di voci di mercato, il quale sarebbe di grande aiuto al mister per la sua fisicità e attenzione difensiva, un giocatore in grado di giocare dal basso e contestualmente in grado di portare palla per saltare la prima linea di pressione avversaria.

La difesa di Allegri: tra linea a tre, solidità e capacità di soffrire

In caso di difesa a 3 i due braccetti ipotetici dovranno essere in grado di alternarsi nell’accompagnare la fase offensiva, andando a riempire l’area di rigore o dando ampiezza alla manovra, mentre in fase difensiva dovranno mantenere una linea stretta, pronta ad alzarsi per mandare gli inserimenti avversari in fuorigioco. La caratteristica principale delle difese comandate dal tecnico toscano è la capacità di soffrire e resistere agli attacchi avversari continui, favoriti da un approccio tattico costituito da linee difensive vicine tra loro, ma che allo stesso tempo tendono ad abbassarsi notevolmente lasciando, di conseguenza, agli avversari il pallino del gioco.

Napoli Allegri
Max Allegri e Adrien Rabiot

I terzini o esterni di centrocampo di Allegri sono da sempre giocatori versatili, in grado di sostenere sia la fase difensiva sia la fase offensiva, come Cambiaso e Saelemaekers. Nella fase difensiva “allegriana” di uno schieramento a 3, gli esterni hanno il compito di abbassarsi sulla linea dei difensori, passando così ad uno schieramento a 5, e di conseguenza saranno necessari giocatori attenti negli inserimenti alle spalle e capaci di reggere gli uno contro uno delle squadre avversarie, ma soprattutto saranno d’obbligo giocatori dalla gamba rapida e polmoni d’acciaio, in grado di puntare l’uomo e ribaltare l’azione.

Lo stesso discorso è applicabile anche in caso di difesa a 4: in tale assetto i terzini andrebbero a sovrapporsi con gli esterni d’attacco in uno schema codificato per portare via l’uomo in caso di raddoppio o per tentare di andare in superiorità numerica nel caso in cui le scalate difensive avversarie dovessero risultare in ritardo.

Napoli – Il centrocampo come motore del gioco: regista, inserimenti e nuovi equilibri

Il centrocampo del tecnico toscano prevede da sempre l’uso di un regista: nella passata stagione ha avuto al suo servizio il migliore della sua generazione Luka Modric, ma in casa Napoli tiene banco la situazione Stanislav Lobotka dal futuro incerto, accompagnata dallo sfortunato infortunio di Billy Gilmour alle porte del mondiale, che lo terrà fuori per almeno due mesi. Il play nel gioco “allegriano” deve essere in grado di dare il tempo per ogni azione offensiva, deve essere il cervello in campo capace di rallentare l’azione ma anche di velocizzarla con una verticalizzazione o con un cambio di gioco per mandare l’esterno a puntare l’avversario.

Un giocatore dagli occhi anche dietro la testa, che in caso di pressing alto si abbassi tra i centrali per prendere la palla e liberare lo spazio alle sue spalle al fine di eludere lo schermo uomo su uomo. Inoltre, in fase difensiva dovrà essere abile nel riconquistare i palloni in mezzo al campo, e quindi essere dotato di un’ottima fase di interdizione e grinta, con la consapevolezza di poter giocare da ultimo uomo in caso di palla persa durante un forcing offensivo. Un nome da tenere d’occhio è sicuramente quello di Richard Rios, già avversario del Napoli contro il Benfica, classe 2000, roccioso fisicamente ma dal piede educato con una grande intelligenza tattica.

Parma Napoli
Scott McTominay durante Napoli Parma

Le due mezz’ali, in caso di centrocampo a 3, sono l’asso nella manica del mister di Livorno, i cui compiti offensivi hanno un solo obiettivo: riempire l’area e segnare. Calciatori dal fiuto del gol, in grado di inserirsi a fari spenti per colpire gli avversari alle spalle, con colpi anche dalla distanza in caso di partite bloccate contro squadre fortino.

Spesso le “mezz’ali allegriane” si ritrovano a comunicare con le punte con degli 1-2 rapidi eseguiti in spazi ristretti oppure in un triangolo composto con l’aiuto dell’esterno offensivo e del terzino (in caso di modulo a 4), di modo tale da avere sempre uno scarico libero con la possibilità di attaccare l’area di rigore.

Il Napoli ha la fortuna di avere uno dei migliori interpreti per questo tipo di incarico, Scott McTominay, e secondo le ultime indiscrezioni Allegri vorrebbe portare con sé il suo pupillo, Adrien Rabiot, per avere su entrambe le zone di campo una potenza offensiva devastante.

Un’operazione del genere porterebbe, però, alla cessione di Anguissa, da anni perno del centrocampo partenopeo grazie alle sue doti difensive e alla sua imponente stazza fisica, purtroppo vittima di un infortunio che l’ha tenuto fuori svariati mesi, portandolo a perdere la sua dinamicità.

Inoltre, un centrocampo con due mezz’ali penetratrici potrebbe portare ad uno squilibrio pericoloso in caso di ripartenze avversarie: la mossa ideale potrebbe essere quella di posizionare nello scacchiere un recupera palloni in grado di giocare su entrambi i fronti e dalla forte fisicità, come Pape Matar Sarr, giovane centrocampista del Tottenham in grado di giocare anche in una mediana a 2.

De Bruyne, Hojlund e Vlahovic: le chiavi offensive del nuovo Napoli

Ovviamente tutto questo ruota attorno alla figura di Re Kevin, anche lui con un futuro incerto a causa delle sirene americane sempre più insistenti, la cui eventuale permanenza determinerebbe delle chiavi tattiche interessanti nel centrocampo partenopeo: la prima è quella di utilizzarlo come mezz’ala con compiti prevalentemente offensivi, spostando, così, McTominay sulla parte opposta e affidandogli il ruolo di box to box ma con particolare attenzione alla fase difensiva; la seconda è quella di usare De Bruyne da trequartista portandolo più vicino alla porta e alla punta, libero di galleggiare negli spazi della trequarti e con la possibilità di servire gli inserimenti dei compagni (in tal caso si potrebbe pensare ad un 4-2-3-1 con il centrocampista scozzese nei due in mediana).

La terza opzione prevede l’uso del belga come regista, una sua nuova versione in veste sicuramente più difensiva ma che potrebbe portare diversi benefici alla manovra partenopea grazie alla sua visione di gioco a tutto campo e alla sua capacità di raggiungere i compagni con lanci lunghi e precisi in grado di guadagnare tempi di gioco decisivi in fase offensiva.

L’attacco del Napoli, fresco dei riscatti di Alisson Santos e Rasmus Hojlund, potrebbe subire delle variazioni negli interpreti, a seconda del modulo deciso dal mister: in caso di attacco a 2 esterni il neo acquisto brasiliano e il rientrante Lang verrebbero utilizzati come jolly per spaccare le partite; Neres e Giovane al contrario potrebbero essere degli interpreti agendo da sottopunta, oltre che come frecce sulla fascia, con libertà di svariare e girare attorno al danese, e stessa cosa dicasi per Vergara, il quale in aggiunta è in grado di poter giocare largo sulla destra ma anche come trequartista. E così anche il ruolo di Politano verrà poi deciso in base al modulo scelto.

Napoli
La triade ex Manchester del Napoli

Indipendentemente dal modulo, la punta di Allegri ha come prerogativa quella di far salire la squadra in ogni modo possibile: protezione della palla, scambi veloci, progressione palla al piede nel tentativo di far allungare le difese, mentre il resto degli interpreti possono andare incontro al centravanti per ricevere lo scarico, creare linee di passaggio o inserimenti in profondità da servire.

Il tutto deve essere caratterizzato da una grande velocità per rendere la manovra avvolgente e cogliere la difesa avversaria impreparata. Nel gioco di Allegri anche la punta deve sacrificarsi ed essere pronta a giocare sottopalla nel tentativo di schermare le linee di passaggio con l’aiuto delle ali o della seconda punta.

Inoltre, restano irrisolte le questioni Lukaku e Lucca, entrambe operazioni importanti dal punto di vista economico per il Napoli e che ora sembrano destinati a partire per motivi diversi tra loro: il belga per motivi anagrafici e di ingaggio, aggravati da un infortunio che l’ha tenuto fuori tutta la stagione; mentre l’ex Udinese, che non ha mai convinto il tecnico uscente Antonio Conte né sul piano tecnico né sul piano comportamentale, è reduce da un finale di stagione in Inghilterra disastroso. Per tali motivi il Napoli ha posato gli occhi su un altro pupillo del tecnico toscano: Dusan Vlahovic in uscita a zero da Torino.

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VS
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Serie A - 38ª Giornata
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📍 Stadio Diego Armando Maradona - 18:00
🏠 In Casa

Serie A

1
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87 pt
2
SSC Napoli
76 pt
3
AS Roma
73 pt
4
Como 1907
71 pt
5
AC Milan
70 pt
6
Juventus FC
68 pt
7
Atalanta BC
59 pt
8
Bologna FC 1909
56 pt
9
SS Lazio
54 pt
10
Udinese Calcio
50 pt

Champions League

1
Arsenal FC
24 pt
2
FC Bayern München
21 pt
3
Liverpool FC
18 pt
4
Tottenham Hotspur FC
17 pt
5
FC Barcelona
16 pt
6
Chelsea FC
16 pt
7
Sporting Clube de Portugal
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8
Manchester City FC
16 pt
9
Real Madrid CF
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10
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15 pt

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