“Pe’ cient’ anne” non è soltanto lo slogan della nuova stagione del Napoli: è una frase che racchiude la fede, la passione e l’amore sconfinato dei tifosi partenopei per la propria squadra.
Cento anni di storia. Una storia tramandata di padre in figlio, un legame che nasce nel cuore di ogni tifoso e che diventa un filo invisibile capace di tenerci uniti come una grande famiglia, che a ogni partita si ritrova davanti alla televisione, al bar o allo stadio per sostenere gli azzurri. È la storia di una squadra che ha sempre sognato di vincere, di essere la migliore, ma che troppo spesso ha dovuto fare i conti con la dura realtà di non essere ancora all’altezza delle grandi potenze del calcio italiano, nonostante abbia potuto contare su numerosi campioni nel corso della sua storia.
Maradona e la rinascita di un sogno
L’amarezza dei secondi posti e la rabbia nel vedere sfumare i sogni di gloria proprio quando sembravano finalmente a portata di mano hanno accompagnato per anni società e tifosi. Tutto cambiò nel 1984, con l’arrivo di Diego Maradona. Da quel momento Napoli divenne, per due volte, la città dei campioni d’Italia. La città che per anni aveva visto festeggiare soltanto gli altri poté finalmente esultare, passando dall’essere considerata l’ultima della classe al diventare la migliore, guidata dal più grande di tutti insieme a una squadra composta da campioni e leggende, i cui nomi, ancora oggi, sono scolpiti nel cuore dei tifosi partenopei.

Questa è la più grande dimostrazione dell’amore che il popolo napoletano nutre verso la propria squadra: la capacità di legarsi ai propri beniamini indipendentemente dalle vittorie o dalle sconfitte. Perché, in fondo, ciò che conta davvero è la maglia, e chi la onora sarà ricordato per sempre. Del resto, come si è soliti dire, chi ama non dimentica.
Le retrocessioni e il fallimento sono cicatrici che fanno ancora male, ma fanno parte della nostra storia. A volte bisogna toccare il fondo per trovare la forza di risalire, e Napoli lo ha fatto. Città e squadra hanno camminato insieme come un unico organismo, unite da un solo obiettivo: riportare il Napoli dove meritava di stare.
Dalla rinascita al presente: il Napoli che continua a scrivere la storia
L’era De Laurentiis ha permesso alla società di rialzarsi, conquistando il ritorno in Serie A, la prima storica partecipazione alla Champions League e la vittoria di Coppe Italia e Supercoppe Italiane. Il Napoli tornò così ad avere la possibilità di competere senza paura contro il meglio del calcio italiano ed europeo.

Poi, dopo la tempesta, trentatré anni dopo l’ultimo trionfo, su Napoli è tornato a splendere il sole. Il terzo scudetto ha posto fine a un’attesa infinita e ha realizzato il desiderio più grande di un intero popolo: rivedere il Napoli in cima alla montagna, al termine di una cavalcata straordinaria, vissuta da assoluto dominatore del campionato.
L’anno successivo ha rappresentato perfettamente la dualità dell’anima partenopea, sospesa tra gioia e dolore. A un campionato vinto è seguito un deludente decimo posto: un passaggio improvviso da un estremo all’altro, frutto di decisioni disastrose, di figure non all’altezza del proprio ruolo e di una presunzione eccessiva, dentro e fuori dal campo.
Il biennio targato Antonio Conte ha poi restituito entusiasmo e ambizione all’ambiente, permettendo alla società partenopea di conquistare nuovamente lo scudetto e la Supercoppa al termine di una lotta combattuta fino all’ultima giornata. La grinta, il sacrificio e la voglia di riscatto sono stati la vera chiave di volta di una squadra che, nonostante la cessione di Kvaratskhelia, mai realmente sostituito, è riuscita a regalare alla città uno scudetto sofferto fino all’ultimo secondo, rispettando il principio più importante della tifoseria: onorare la maglia, combattere per essa e difenderla sempre e comunque.
Cento anni di amore incondizionato. Cento anni di bambini che giocano per strada con il sogno di indossare un giorno la maglia del Napoli. Cento anni di gioie e dolori, di racconti tramandati di generazione in generazione. Cento anni durante i quali ogni stadio di Serie A, Serie B, Serie C e d’Europa ha visto i tifosi partenopei sventolare con orgoglio le proprie bandiere. Cento anni nei quali presidenti, allenatori e calciatori si sono succeduti indossando i colori azzurri, lasciando il proprio segno, nel bene o nel male, nella storia del club.
E allora, pe’ cient‘ anne ancora, amato Napoli, ti auguro di continuare a riempire le nostre vite fino all’ultimo giorno e di accompagnare le future generazioni con la stessa passione con cui hai accompagnato quelle passate. Ti auguro di scendere sempre in campo con coraggio, rendendoci fieri di essere napoletani e partenopei, e di continuare a vincere per questa città e per i milioni di tifosi sparsi in ogni parte del mondo. Regalaci ancora emozioni, perché quando si vince a Napoli non si conquista soltanto un trofeo: si riscatta una storia, si rende orgoglioso un popolo e si dimostra, ancora una volta, che qui la vittoria vale davvero il doppio.
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