No, non siamo impazziti. E nemmeno vogliamo essere deliberatamente provocatori. Il senso dello scritto è il seguente. Purtroppo il calcio italiano è infarcito da vecchi bacucchi che lo vogliono gestire in una maniera anacronistica e sicuramente non idonea a un tempo che è cambiato, a dinamiche che sono mutate, a situazioni che richiederebbero altri paradigmi e modelli interpretativi.
Invece il calcio italiano, ancora legato a vecchi soloni come il presidente Gravina, o ad altri personaggi che lo supportano e che non riescono a risistemare un movimento allo sbando, dovrebbe capire che è tempo di farsi da parte e magari fare largo ai giovani.
Ecco, uno dei problemi del calcio italiano è quello di non preferire i giovani e di affidarsi a calciatori più esperti, più attempati, quando invece sarebbe il caso di puntare fortemente sui vivai e magari di riscrivere norme che possano imporre alle squadre di mettere in campo giocatori di una determinata fascia anagrafica e nati nel nostro paese.
Andrea Kimi Antonelli: un esempio forzato ma non troppo
Il parallelo con la Formula 1 è sicuramente forzato, ma è indicativo di quanto invece succede nella classe regina del motorsport. Soprattutto negli ultimi anni la Formula 1 non ha avuto paura di puntare sui giovani. Abbiamo il nostro Andrea Kimi Antonelli, vincitore di due gare su tre nel mondiale 2026 e attuale leader del mondiale. Abbiamo Oliver Bearman, Isack Hadjar, Arvid Lindblad, piloti freschissimi che appena hanno messo le ruote in pista hanno subito dimostrato di avere grande valore.
Lo stesso si può dire di Charles Leclerc quando ha debuttato anni fa, o di Lewis Hamilton che è stato in grado di sfiorare il campionato del mondo nell’anno di debutto e di vincerlo al secondo anno. Ma anche Max Verstappen che ha bruciato le tappe diventando un campione del mondo giovanissimo, così come Sebastian Vettel all’epoca.
Ecco, la Formula 1 è come se avesse tracciato una strada. La qualità va premiata quando c’è. Invece nel calcio la qualità la si tiene in ghiacciaia, nascosta, paraventata dietro dinamiche stantie, superate. Ecco, il calcio italiano impari dalla Formula 1. Il calcio italiano riparta da Andrea Kimi Antonelli.
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