La Formula 1 e il calcio appartengono a universi differenti, ma quando si osservano le dinamiche del business sportivo globale i confini diventano molto più sfumati. Le due discipline competono quotidianamente per diritti televisivi, sponsor, investitori e attenzione mediatica. È proprio in questo contesto che riaffiora un nome ben conosciuto dagli appassionati del Circus: Greg Maffei.
L’ex presidente di Liberty Media, la società che controlla la Formula 1, compare infatti in una vicenda che riguarda direttamente la governance della FIFA e uno dei progetti più ambiziosi immaginati dal presidente Gianni Infantino. Un’iniziativa che, almeno per il momento, sembra essersi arenata.
Maffei, riporta la BBC, avrebbe ricoperto il ruolo di consulente speciale nell’operazione con cui la FIFA puntava a ridefinire il modello finanziario legato alla Coppa del Mondo. Il piano, tuttavia, non ha trovato il consenso necessario e lo stesso Infantino ha successivamente ammesso di aver accantonato il progetto di fronte alla forte opposizione manifestata da numerose federazioni nazionali.

L’esperienza maturata in Formula 1 al servizio del progetto FIFA
La presenza di Maffei non rappresenta un dettaglio trascuravbile. Durante la sua esperienza alla guida di Liberty Media, il colosso dei media id Englewood che ha acquisti ola FOM (Formula One Management) dalle mani di Bernie Ecclestone, ha gestito processi di valorizzazione commerciale tra i più importanti nello sport mondiale, contribuendo alla trasformazione economica della Formula 1 attraverso nuovi modelli di business, accordi commerciali e strategie di crescita internazionale.
Proprio questa competenza avrebbe spinto la FIFA ad affidarsi alla sua esperienza per sviluppare un’operazione che prevedeva un significativo sostegno economico alle federazioni affiliate. Il progetto prometteva infatti fino a 40 milioni di dollari per ciascuna associazione nazionale, con una prima tranche di circa 20 milioni disponibile in tempi molto rapidi. L’obiettivo era ottenere entro il 19 settembre il consenso della maggioranza delle 211 federazioni appartenenti alla FIFA.
La proposta, però, avrebbe incontrato una forte resistenza soprattutto da parte di diverse realtà europee e di organismi calcistici che hanno espresso profonde perplessità sull’intera operazione.

Il Calcio mutua il modello FIA
L’iniziativa si inseriva in un contesto politico ed economico molto più ampio. Dietro il progetto figurava infatti Thrive Capital, fondo di investimento guidato da Josh Kushner, mentre diverse ricostruzioni giornalistiche hanno evidenziato anche il sostegno dell’entourage vicino al presidente statunitense Donald Trump.
La figura di Maffei si colloca quindi all’incrocio tra sport, finanza e relazioni istituzionali, un terreno che conosce profondamente grazie alla lunga esperienza maturata nel settore dell’intrattenimento sportivo.
Dal punto di vista della governance, la strategia di Infantino ricordava per certi aspetti quella adottata da Mohammed Ben Sulayem, presidente della FIA, all’interno dell’ente che controlla: costruire il consenso privilegiando le federazioni extraeuropee, storicamente più dipendenti dai programmi di finanziamento dell’organizzazione internazionale.
Negli ultimi anni il presidente della FIFA aveva consolidato la propria posizione attraverso l’espansione del Mondiale a 48 nazionali, l’aumento dei ricavi commerciali e audiovisivi e una politica di redistribuzione economica destinata alle associazioni affiliate. Elementi che lasciavano immaginare una maggioranza favorevole al progetto.
I calcoli, però, si sono rivelati troppo ottimistici. Le opposizioni interne hanno prevalso, costringendo Infantino a fare marcia indietro e a congelare un’iniziativa che avrebbe modificato in maniera significativa gli equilibri economici della principale competizione calcistica mondiale.
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