L’impressione che il ciclo di Romelu Lukaku al Napoli fosse ormai vicino ai titoli di coda era già emersa nelle ultime settimane. Le dichiarazioni rilasciate da Giovanni Manna nella conferenza stampa tenutasi a Dimaro giovedì scorso avevano contribuito a chiarire l’orientamento del club, ma l’intervento di Federico Pastorello ha conferito alla vicenda una dimensione decisamente più definitiva. Le parole del procuratore del centravanti belga sembrano infatti sancire una distanza ormai difficilmente colmabile tra le esigenze del calciatore e il nuovo assetto tecnico immaginato dalla società.
Nel corso della conferenza stampa di giovedì, il direttore sportivo azzurro aveva indicato con estrema chiarezza quale sarà il riferimento offensivo del Napoli: Rasmus Højlund. Un’investitura che va oltre il ruolo di centravanti titolare e che lascia intendere come l’intero progetto tecnico sia destinato a svilupparsi attorno alle caratteristiche del giovane danese. Nella gerarchia delineata da Manna, Romelu Lukaku e Lorenzo Lucca avrebbero invece occupato posizioni di rincalzo, chiamati a rappresentare alternative e non più punti fermi dell’attacco.

Napoli – Lukaku: le parole di Pastorello chiudono ogni spazio all’interpretazione
A dissipare gli ultimi dubbi è stato lo stesso Federico Pastorello, intervenuto ai microfoni di Sky. Le sue dichiarazioni non si prestano a particolari interpretazioni per quanto sono dirette: “Può fare il vice al Napoli? Ovviamente no. Romelu è un giocatore straordinario e l’ha dimostrato, è uno degli attaccanti più prolifici al mondo. Difficilmente possiamo accettare una situazione del genere”.
Una presa di posizione netta. L’agente ha infatti escluso senza esitazioni la possibilità che la punta belga possa accettare un ruolo secondario, ribadendo il valore internazionale del proprio assistito e la sua legittima aspirazione a essere protagonista all’interno di un progetto tecnico.
L’aspetto forse più interessante riguarda però il cambio di prospettiva rispetto a quanto dichiarato dallo stesso Pastorello soltanto qualche tempo fa. In quella circostanza aveva lasciato intendere una disponibilità del calciatore ad adattarsi alle esigenze dell’allenatore, richiamando persino l’esperienza vissuta durante il Mondiale, quando Lukaku non rappresentava la prima scelta tecnica di Rudi Garcia. Oggi, invece, il messaggio è radicalmente diverso e sembra certificare che le condizioni per proseguire insieme non esistano più.

Il Napoli è chiamato a ridisegnare il reparto offensivo
Se il futuro di Lukaku appare ormai orientato verso la separazione, resta da comprendere quale sarà la configurazione definitiva dell’attacco azzurro. L’unica certezza, alla luce delle indicazioni fornite dal club, è rappresentata dalla centralità di Højlund, destinato a raccogliere ancora una volta il peso offensivo della squadra.
Resta invece aperto il capitolo relativo a Lorenzo Lucca. Il centravanti piemontese potrebbe rappresentare una valida alternativa all’ex Manchester United, garantendo caratteristiche differenti e una soluzione affidabile nel corso della stagione purché ritrovi la giusta sintonia con un ambiente che l’anno scorso ha sofferto dovendo andar via dopo appena sei mesi di permanenza in azzurro. Proprio per tale motivazione non può essere escluso uno scenario differente, nel quale anche Lucca (alle prese con un lieve infortunio che lo terrà fuori ancora per una decina di giorni) possa lasciare Napoli, costringendo la dirigenza a intervenire nuovamente sul mercato per individuare un altro numero nove.
Le prossime settimane – e nello specifico con il ritiro di Castel di Sangro – saranno quindi decisive per definire la fisionomia dell’attacco azzurro. Molto dipenderà dalle opportunità che offrirà il mercato, ma una sensazione sembra ormai essersi consolidata: il percorso di Romelu Lukaku con la maglia del Napoli è arrivato a un bivio dal quale, salvo sorprese, difficilmente si tornerà indietro.
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