Alcune notizie, prese singolarmente, raccontano storie molto diverse e che invece, osservate dalla prospettiva del Napoli, finiscono per avere lo stesso significato. Dopo André-Frank Zambo Anguissa, anche Amir Rrahmani ha deciso di lasciare la propria nazionale. Il difensore kosovaro lo fa in aperto contrasto con la federazione di appartenenza, mentre il camerunese ha chiuso con serenità la propria esperienza da capitano dei Leoni Indomabili. Due situazioni differenti, dunque, ma con una conseguenza comune per il club azzurro.
Per il Napoli, infatti, si tratta di una buona notizia. Meno partite con la nazionale significa innanzitutto meno minuti accumulati, meno viaggi intercontinentali o comunque internazionali, meno cambi di preparazione e, soprattutto, una minore esposizione al rischio di infortunio. Non è un dettaglio secondario, considerando il numero di impegni che attendono gli azzurri e la necessità di arrivare alla parte decisiva della stagione con una squadra ancora competitiva.
Il precedente di Anguissa, del resto, dovrebbe essere sufficiente a ricordare quanto possa essere alto il prezzo di questi impegni. Nel novembre scorso il centrocampista subì un infortunio molto serio proprio durante la sua esperienza con il Camerun e, da allora, non è più riuscito a ritrovare completamente la versione di se stesso che aveva conquistato Napoli. Un elemento che pesa nella valutazione complessiva della sua stagione.

Napoli e una rosa da preservare
Il Napoli non può permettersi di ignorare questo aspetto. La rosa non è giovanissima e presenta giocatori che hanno già accumulato un numero considerevole di partite ad alto livello. In una stagione lunga, nella quale campionato, coppe europee e competizioni nazionali finiscono inevitabilmente per sovrapporsi, la gestione delle energie diventa una necessità e non più una semplice scelta dello staff tecnico.
Rrahmani e Anguissa avranno dunque meno occasioni per indossare la maglia delle rispettive nazionali, ma questo significa anche averli più spesso a disposizione del Napoli. In un calcio nel quale la profondità della rosa conta sempre di più, anche evitare qualche viaggio e qualche partita può trasformarsi in un piccolo vantaggio. E per una squadra che vuole competere su più fronti, preservare gli uomini migliori è già una forma di investimento sul futuro.
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