Napoli Lukaku

Conte – Lukaku: c’eravamo tanto amati

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Scritto da Diego Catalano

25 Aprile 2026

Nella convincente vittoria del Napoli contro la Cremonese (lo score è perentorio: un 4-0 senza appello che avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più ampie) c’è una piccola-grande macchia. Un risultato che ha restituito serenità dopo settimane difficili, ma una nota malinconica ha comunque permeato l’ambiente. Quella mestizia che scaturisce dai rapporti che si avviano alla conclusione. Dopo la partita, ad Antonio Conte è stato chiesto della situazione relativa a Romelu Lukaku. Conte, nel suo solito stile chiaro, diretto, senza filtri, ha dichiarato che Big Rom, quando ha fatto quella sortita a Castel Volturno, non è passato a salutare il mister. Non ha bussato al suo ufficio non si è premurato di fare una telefonata per spiegare cosa stesse accadendo.

Romelu Lukaku
Romelu Lukaku

Questa situazione dà la cifra di un rapporto che sembra essersi spezzato in maniera unilaterale, perché Conte ha sempre visto in Lukaku il suo uomo forte, il riferimento offensivo definitivo, un calciatore imprescindibile nelle sue esperienze anche per il carisma che ha nello spogliatoio, laddove spesso nascono le annate memorabili. Lo ha cercato all’Inter, dove ha vinto, e lo ha voluto fortemente anche al Napoli, dove il trionfo è tornato ancora una volta con uno scudetto clamoroso, quello dello scorso anno.

Big Rom ha deciso di curarsi in Belgio, senza consultarsi con lo staff sanitario del Napoli, senza interfacciarsi con il suo allenatore. Un percorso che lo porterà probabilmente a recuperare la forma fisica in vista del Mondiale. Questo è ciò che emerge dalla vicenda: Lukaku ha anteposto la necessità della nazionale, quindi una scelta personale, a quella societaria, al club che lo paga lautamente.

Questa decisione ha fatto male all’ambiente, ha fatto male a Conte e probabilmente farà male anche allo stesso Lukaku, perché non rappresenta una buona pubblicità nei confronti dei tifosi e della piazza in generale. L’eco della vicenda è arrivato anche in Francia: L’Équipe, proprio ieri, ha pubblicato un articolo in cui criticava il belga, parlando quasi di tradimento nei confronti della piazza e di una necessità personale anteposta a quella del club.

Antonio Conte
Un pensieroso Antonio Conte

Lukaku – Napoli: un addio inevitabile

Probabilmente tutto questo è il preludio a un saluto anticipato. Lukaku ha un contratto di tre anni con il Napoli, ma a fine stagione le strade potrebbero separarsi. Il calciatore ne è consapevole, la società ha preso atto della situazione e le diplomazie sono al lavoro per arrivare a una cessione. Come abbiamo già ricordato noi di SoloNapoli, c’è l’Anderlecht che bussa alla porta, società nella quale il colosso belga ha iniziato e nella quale potrebbe anche chiudere la propria carriera.

Una bella storia quella tra Lukaku e il Napoli, culminata nello scudetto dello scorso anno, che dal 14 agosto, giorno dell’infortunio, si è incrinata. Dalla calura del Teofilo Patini di Castel Di Sangro si è avviato un percorso che ha portato all’allontanamento e a una lacerazione che appare ormai definitiva e difficilmente ricomponibile. Poteva e doveva finire meglio, ma il calcio racconta anche queste amare vicende.


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Partenopeo, misantropo, progger talebano
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Nella convincente vittoria del Napoli contro la Cremonese (lo score è perentorio: un 4-0 senza appello che avrebbe potuto assumere proporzioni ancora più ampie) c’è una piccola-grande macchia. Un risultato che ha restituito serenità dopo settimane difficili, ma una nota malinconica ha comunque permeato l’ambiente. Quella mestizia che scaturisce dai rapporti che si avviano alla conclusione. Dopo la partita, ad Antonio Conte è stato chiesto della situazione relativa a Romelu Lukaku. Conte, nel suo solito stile chiaro, diretto, senza filtri, ha dichiarato che Big Rom, quando ha fatto quella sortita a Castel Volturno, non è passato a salutare il mister. Non ha bussato al suo ufficio non si è premurato di fare una telefonata per spiegare cosa stesse accadendo.

Romelu Lukaku
Romelu Lukaku

Questa situazione dà la cifra di un rapporto che sembra essersi spezzato in maniera unilaterale, perché Conte ha sempre visto in Lukaku il suo uomo forte, il riferimento offensivo definitivo, un calciatore imprescindibile nelle sue esperienze anche per il carisma che ha nello spogliatoio, laddove spesso nascono le annate memorabili. Lo ha cercato all’Inter, dove ha vinto, e lo ha voluto fortemente anche al Napoli, dove il trionfo è tornato ancora una volta con uno scudetto clamoroso, quello dello scorso anno.

Big Rom ha deciso di curarsi in Belgio, senza consultarsi con lo staff sanitario del Napoli, senza interfacciarsi con il suo allenatore. Un percorso che lo porterà probabilmente a recuperare la forma fisica in vista del Mondiale. Questo è ciò che emerge dalla vicenda: Lukaku ha anteposto la necessità della nazionale, quindi una scelta personale, a quella societaria, al club che lo paga lautamente.

Questa decisione ha fatto male all’ambiente, ha fatto male a Conte e probabilmente farà male anche allo stesso Lukaku, perché non rappresenta una buona pubblicità nei confronti dei tifosi e della piazza in generale. L’eco della vicenda è arrivato anche in Francia: L’Équipe, proprio ieri, ha pubblicato un articolo in cui criticava il belga, parlando quasi di tradimento nei confronti della piazza e di una necessità personale anteposta a quella del club.

Antonio Conte
Un pensieroso Antonio Conte

Lukaku – Napoli: un addio inevitabile

Probabilmente tutto questo è il preludio a un saluto anticipato. Lukaku ha un contratto di tre anni con il Napoli, ma a fine stagione le strade potrebbero separarsi. Il calciatore ne è consapevole, la società ha preso atto della situazione e le diplomazie sono al lavoro per arrivare a una cessione. Come abbiamo già ricordato noi di SoloNapoli, c’è l’Anderlecht che bussa alla porta, società nella quale il colosso belga ha iniziato e nella quale potrebbe anche chiudere la propria carriera.

Una bella storia quella tra Lukaku e il Napoli, culminata nello scudetto dello scorso anno, che dal 14 agosto, giorno dell’infortunio, si è incrinata. Dalla calura del Teofilo Patini di Castel Di Sangro si è avviato un percorso che ha portato all’allontanamento e a una lacerazione che appare ormai definitiva e difficilmente ricomponibile. Poteva e doveva finire meglio, ma il calcio racconta anche queste amare vicende.


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