Vi sveliamo un segreto, che poi tanto misterioso non è: il calciomercato è una gigantesca macchina da soldi. No, non ci riferiamo alle trattative tra squadre, ai rapporti tra club, calciatori e procuratori con parcelle da capogiro. Il riferimento è al racconto del mercato dei player. Nell’epoca della comunicazione social e dei siti web, cioè nell’epoca in cui le redazioni restano connesse ai tifosi attraverso contenuti continui, parlare di mercato è un’operazione estremamente redditizia. A ogni nome corrispondono articoli, a ogni articolo corrispondono click, e a ogni click corrispondono revenue che vengono pagate molto bene.

Il calciomercato come industria della comunicazione
E allora via con produzioni web, focus più o meno concreti e seri, video su YouTube o su piattaforme come Twitch e TikTok, esperti o sedicenti tali che spiegano le caratteristiche di questo o quell’altro giocatore, associandolo ovviamente a una determinata squadra. È un giochino ormai piuttosto noto, nel quale però finiscono per cadere un po’ tutti. Una sorta di trappola.
Ogni giorno gli esperti di mercato, quelli più seguiti a livello nazionale e internazionale, parlano con grande frequenza di determinate squadre. Anche quando la notizia non esiste, la notizia va creata, confezionata e servita ai lettori, che cliccano e alimentano il sistema. Anzi, per meglio dire, alimentano le casse di chi quella notizia la costruisce.
Sia chiaro: bisogna essere bravi, le cose bisogna “beccarle” davvero, bisogna anticipare gli eventi, altrimenti la credibilità non te la costruisci. Non è un caso se certi professionisti hanno milioni di follower: nella loro storia hanno dato notizie poi rivelatesi corrette. Poi però esiste anche tutto un sottobosco fatto di account di comodo e personaggi che si nascondono dietro una presenza estetica più accattivante, senza riuscire a prenderne una nemmeno per sbaglio, convinti comunque di poter dettare legge.
In questo giochetto stantio bisognerebbe evitare di cascarci, oppure almeno imparare a pesare le cose per quello che sono: indiscrezioni, congetture, ricostruzioni costruite non soltanto per informare, ma anche per produrre contenuti e tenere in piedi sistemi che, senza questo flusso continuo, crollerebbero pietosamente.

Più il calcio si ferma, più crescono le voci
Per questo, quando ci si approccia al calciomercato, soprattutto ora che si avvicina la finestra estiva, quella più importante, bisogna andare cauti. Occorre capire che certe news servono soltanto a mantenere alto l’interesse, ad alimentare l’hype e a tenere vivo un meccanismo che deve nutrirsi continuamente, altrimenti smetterebbe di funzionare.
E più il calcio si ferma, meno si gioca, più queste storie emergono. Fateci caso: funziona esattamente così. È lo stesso ingranaggio che si attiva durante le pause per le nazionali. In relazione al Napoli, molte delle uscite più clamorose, alcune vere e proprie boutade, escono proprio in quei periodi. Pensate allo spiffero, sinceramente ridicolo, di un Antonio Conte pronto a dimettersi dopo Bologna-Napoli. Guarda caso, questa assurdità è emersa proprio quando il calcio era fermo e le nazionali si stavano preparando alle rispettive partite. Anche questo è un giochetto vecchio come il mondo. E sinceramente, non abbiamo più intenzione di cascarci.
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