Antonio Conte è il presente del Napoli ma lo sarà per poco, pochissimo. Nel calcio, si sa, il futuro arriva sempre prima del previsto. E così, mentre il tecnico salentino prepara il commiato al club azzurro, Aurelio De Laurentiis ragiona sugli scenari che potrebbero aprirsi da qui a qualche giorno. Dopo Napoli – Udinese (match in calendario alle 18:00 di domenica, ndr), dovrebbe arrivare l’annuncio della rottura tra club e allenatore. Proviamo a capire quali possono essere i nomi che il patron sta vagliando in queste ore.
Non c’è ancora alcuna decisione definitiva, ma il presidente ha già iniziato a sfogliare la classica margherita. Una lista di profili diversi tra loro, accomunati però da un elemento preciso: la capacità di garantire al Napoli competitività immediata e una chiara identità tecnica.

Napoli: il futuro in sette nomi
Il nome che oggi sembra mettere d’accordo più di tutti è quello di Maurizio Sarri. Per distacco. Perché Sarri a Napoli non è stato soltanto un allenatore, ma il simbolo di una squadra che aveva trasformato il gioco in estetica e identità popolare. De Laurentiis conosce bene pregi e limiti del tecnico toscano, ma sa anche che il suo eventuale ritorno avrebbe un impatto enorme sull’ambiente. Sarebbe una scelta tecnica, certo, ma anche emotiva. E in una piazza passionale come Napoli tale aspetto pesa sempre. Specie quando c’è un centenario da onorare.
Alle spalle di Sarri si muovono altri nomi di grande spessore. Simone Inzaghi è una suggestione che sta emergendo in queste ore. Si tratta di uno dei profili più credibili per un Napoli che vuole continuare a frequentare il calcio di alto livello. La sensazione è che Inzaghi possa avere voglia di rimettersi in gioco in un contesto diverso ma comunque ambizioso, tornando a sentirsi pienamente al centro di un progetto tecnico importante. La Serie A è casa sua e il richiamo di una panchina di vertice potrebbe smuovere la sua voglia di rimettersi in gioco provando a contrastare la “sua” Inter.
Discorso simile per Roberto Mancini, altro allenatore che cerca una nuova sfida nel calcio che conta dopo esperienze non del tutto convincenti negli ultimi anni. Mancini piace per postura internazionale, capacità di gestione e curriculum. Sarebbe una scelta di grande peso mediatico oltre che tecnico.
Poi c’è la linea degli allenatori emergenti o comunque appartenenti a una nuova generazione tattica. Vincenzo Italiano è uno di quelli che De Laurentiis osserva da tempo. Il presidente apprezza il suo calcio offensivo, la ricerca continua dell’intensità e soprattutto la capacità di valorizzare i giocatori. Italiano viene percepito come un trainer in grado di dare continuità a una certa filosofia offensiva che a Napoli è sempre stata particolarmente amata e che negli ultimi anni è stata riposta in cassaforte.
Attenzione anche a Thiago Motta. Tre anni fa il Napoli aveva già pensato a lui, ma allora arrivò una chiusura che raffreddò tutto. Il tecnico preferì la Juventus dove arrivò l’esonero. Oggi, invece, il quadro appare differente. Il procuratore dell’allenatore avrebbe aperto concretamente alla possibilità di sedersi sulla panchina azzurra e questo cambia gli equilibri. Motta resta un tecnico molto stimato per idee, modernità e capacità di lettura tattica.
Nella lista figura anche Raffaele Palladino. Il fatto che sia napoletano non rappresenta un dettaglio secondario agli occhi di De Laurentiis, che ne apprezza il percorso di crescita e la personalità mostrata finora. Palladino piace perché viene considerato un allenatore moderno, ambizioso e ancora con ampi margini di evoluzione.

Napoli: il profilo della continuità
Infine c’è il profilo che garantirebbe la massima continuità con Antonio Conte: Massimiliano Allegri. Il suo nome resta sullo sfondo, ma mai del tutto fuori dai radar. Alcune tensioni nell’ambiente Milan potrebbero rimettere in movimento scenari che sembravano chiusi. De Laurentiis lo aveva già sondato in passato e continua a ritenerlo uno dei tecnici italiani più affidabili per esperienza, gestione e mentalità vincente.
La sensazione è che da questa margherita a sette petali uscirà il nuovo allenatore del Napoli. Chiaramente con la possibilità che un outsider possa sparigliare le previsioni. Aurelio De Laurentiis è pur sempre un uomo di cinema e con lui al timone tutto è possibile.
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