Sedici milioni di euro. Questa la cifra che il Napoli ha messo sul piatto per convincere lo Sporting Lisbona e riscattare Alisson Santos. L’affare, secondo Fabrizio Romano, è andato in porto: i portoghesi hanno accettato l’offerta del club azzurro e il brasiliano, dopo quattro mesi positivi in maglia partenopea, conditi da gol, assist e giocate che hanno effettivamente fatto sobbalzare dalla sedia i tifosi, si lega definitivamente al Napoli e sarà pronto a mettersi a disposizione del nuovo allenatore.
La notizia è questa: il Napoli si assicura quello che, almeno sulla carta, può diventare il proprietario della corsia offensiva sinistra. Ma questa operazione racconta anche qualcosa di più. Vediamo.

Alisson Santos e una rosa costruita per gli esterni
Da quando si è capito che sarà Massimiliano Allegri il nuovo allenatore del Napoli, con l’ufficializzazione attesa nei prossimi giorni non appena il tecnico livornese risolverà gli ultimi aspetti legati alla sua esperienza al Milan, si è iniziato a discutere molto del sistema di gioco che verrà adottato.
Tanti hanno parlato del 3-5-2, ma in realtà sembra che Allegri voglia provare a tornare al suo originario 4-3-3, quello che gli ha permesso di emergere prima a Cagliari e poi al Milan nella sua prima esperienza rossonera, quando iniziò la scalata che lo avrebbe portato a diventare uno degli allenatori più vincenti d’Italia.
La presenza di Alisson Santos, unita a quella di altri esterni offensivi già presenti in rosa, alimenta ulteriormente l’idea che il modulo di riferimento possa essere il 4-3-3 oppure una sua variante, il 4-3-2-1.
Oltre ad al brasiliano, infatti, il Napoli può contare sul rientrante Noa Lang, il cui padre ha recentemente dichiarato che il figlio vuole restare in azzurro per dimostrare il proprio valore e divertirsi. Ci sono poi Matteo Politano e David Neres. Siamo già a quattro esterni offensivi di livello. A questi va aggiunto Antonio Vergara, che nel corso della gestione Conte ha dimostrato di poter interpretare efficacemente anche quel ruolo. E forse anche Giovane che è più seconda punta ma che non disdegna l’idea di partire largo a destra.

De Bruyne e gli indizi che portano al 4-3-3
Insomma, il Napoli dispone di una batteria di ali offensive talmente ricca che appare difficile immaginare una squadra costruita stabilmente attorno a un attacco a due, composto da un centravanti e una seconda punta. I calciatori citati in precedenza, infatti, non sono vere seconde punte e rischierebbero di essere penalizzati in un sistema di quel tipo.
A questo elemento va aggiunto anche il fattore Kevin De Bruyne. Il fuoriclasse belga, che ha parlato della necessità di definire con chiarezza alcuni aspetti prima dell’inizio della stagione, rappresenta un profilo che trae enormi benefici da un impianto tattico offensivo e tecnico. Un 4-3-3 o un 4-3-2-1 potrebbero rappresentare il contesto ideale per esaltare le qualità dell’ex Manchester City, garantendogli libertà di movimento tra le linee e la possibilità di incidere nella rifinitura e nell’ultimo passaggio.
Per questo motivo il riscatto di Alisson Santos non è soltanto una notizia di mercato. È anche un indizio tattico importante. Un segnale che sembra andare nella direzione di un Napoli pensato per valorizzare gli esterni offensivi e per costruire, nella testa di Max Allegri, una squadra più vicina al 4-3-3 che al 3-5-2. Una valutazione che, inevitabilmente, il futuro tecnico azzurro sta portando avanti proprio in queste ore e che si incastona nelle parole di Aurelio De Laurentiis che alluse a un tecnico capace di valorizzare la rosa e di recuperare alcuni player rientranti.
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