Da New York a Los Angeles: la sofferenza degli italoamericani di vivere un Mondiale senza Italia

Da New York a Los Angeles: la sofferenza degli italoamericani di vivere un Mondiale senza Italia

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Scritto da Redazione

16 Giugno 2026

Giulietta, la tragica protagonista di William Shakespeare, affermò notoriamente che una rosa, anche con un altro nome, avrebbe comunque lo stesso dolce profumo. Ma mentre gli italoamericani guardano un altro Mondiale dalle linee laterali, potrebbero chiedersi: il campo da gioco sembra sempre verde quando mancano gli Azzurri? Per i milioni di italiani che vivono fuori dall’Italia, la risposta è un “sì” complicato.

La Coppa del Mondo FIFA è una festa che dura un mese e, per molti italiani, un rito sacro, eppure per il terzo torneo consecutivo i quattro volte campioni del mondo saranno assenti. Milioni di tifosi tra Messico, Canada e Stati Uniti sono rimasti increduli.

Negli Stati Uniti, dove la cultura del tifo italiano fiorisce attraverso i club di sostenitori locali, il dolore per questa continua assenza è profondamente sentito. I leader di due importanti hub di tifosi della SSC Napoli – Luca Dombrè del Napoli Club di New York e Matthew Farrugia del Napoli fan club di Los Angeles hanno condiviso la loro comune delusione, le loro mutevoli preferenze per il prossimo torneo e le loro franche valutazioni su cosa debba cambiare per far risorgere il calcio italiano in tempo per il ciclo dei Mondiali del 2030.

Coppa del Mondo
La Coppa del Mondo

Tre Mondiali senza Italia: la delusione degli italoamericani

A New York, Dombrè è ancora sbalordito: Tre volte di fila senza l’Italia e ancora non riesco a capacitarmene . Nel 2008, Dombrè, un italiano espatriato, si è messo subito all’opera per creare una community di tifosi del Napoli, che fino ad allora balzavano da un locale all’altro nella speranza di vedere una partita della squadra partenopea.

I proprietari dei ristoranti napoletani trasmettevano la partita, ma a quei tempi non era come oggi che si possono guardare i match in streaming; dovevamo affidarci a Rai International, e non cera sempre la partita del Napoli”, ha raccontato Dombrè l Napoli era appena tornato dalla Serie B, era difficile. I club non erano strutturati come lo sono adesso”

Oggi il Napoli si è affermato come una delle principali contendenti in Serie A, come dimostra il contributo dei suoi giocatori alla Nazionale italiana e non solo. Quattro giocatori del Napoli: Alex Meret, Alessandro Buongiorno, Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano, si sono uniti alla Nazionale, con la speranza di strappare un pass per uno dei 48 posti disponibili ai Mondiali, cosa purtroppo. non avvenuta. Sul fronte internazionale, invece, i tifosi del Napoli potranno vedere i propri beniamini rappresentare Belgio, Scozia, Uruguay e Paesi Bassi. Ma nonostante l’impressionante contributo del Napoli ai Mondiali, i tifosi si pongono una domanda: per chi tifiamo adesso?

Ognuno nel club ha i propri preferiti. Ma come tifosi del Napoli, tendiamo a sostenere le squadre in cui giocano i nostri giocatori. Quindi, ovviamente, ci sarà del tifo per la Scozia e per il Belgio”. Nello specifico, Luca Dombrè spera di vedere giocatori di spicco del Napoli come Romelu Lukaku e Scott McTominay eccellere sul palcoscenico mondiale.

Matthew Farrugia è dello stesso avviso: Sosterremo qualsiasi squadra in cui ci sia un giocatore del Napoli. Se dovessi puntare tutto su una sola squadra, sosterremo la Scozia”. Una cosa è certa: senza la partecipazione dell’Italia, la doppia lealtà viene eliminata. “Ora non devo più preoccuparmi di ‘Cosa succederebbe se ci fosse l’Italia contro gli Stati Uniti? ha affermato.

Un'immagine della cerimonia d'apertura dei Mondiali
Un’immagine della cerimonia d’apertura dei Mondiali

Chi sostenere ai Mondiali senza gli Azzurri

Al di là della fedeltà ai singoli giocatori, c’è il desiderio comune di vedere qualcosa di inaspettato sul podio. Dombrè ammette che gli piacerebbe vedere una squadra non convenzionale detronizzare la tradizionale nobiltà del calcio. Mi piacerebbe vedere vincere un outsider, magari una squadra che non ha mai vinto prima, come il Portogallo o lOlanda”, ha detto.

A prescindere da chi salirà sul podio, una cosa è certa: ricreare l’atmosfera elettrizzante dello stadio Diego Armando Maradona potrebbe essere impossibile, secondo i tifosi che l’hanno vissuta in prima persona. “Si tratta di stadi storici e iconici in cui hanno giocato i migliori calciatori del mondo: che si tratti dello Stadio Maradona, di San Siro o dell’Olimpico, sono stadi che hanno una lunga storia. Alcune delle partite più incredibili si sono giocate negli stadi italiani; sono stadi enormi e imponenti che esistono da generazioni ha affermato Farrugia.

Quando gli è stato chiesto se i moderni stadi americani possano replicare quell’intensità unica, Luca Dombrè ha espresso un forte scetticismo. Onestamente, non ne sono così sicuro“, ha spiegato. I Mondiali sono molto variegati, quindi non si trovano stadi composti principalmente da tifosi di una sola squadra. Ma ricreare latmosfera del Maradona, non credo sia possibile. Non c’è lo stesso attaccamento”.

Giovani talenti e riforme: la ricetta per il rilancio dell’Italia

L’atmosfera è fondamentale, ma la partecipazione è sovrana, e con una secca di vittorie per Italia, i tifosi si chiedono come potrà finire questo periodo di stallo. Se guardiamo alle squadre italiane, alle squadre giovanili, lUnder 17 ha vinto il campionato europeo, stanno facendo davvero bene. Non è che non abbiamo talento, o non abbiamo giocatori, o non c’è interesse”, ha detto Dombrè.

Farrugia condivide un’opinione simile, ma sottolinea anche una spaccatura che attualmente affligge il sistema calcistico italiano. “La Serie A è composta in maggioranza da stranieri, mentre la Serie B è quasi interamente italiana”. Questa realtà economica e tattica fa sì che le star internazionali dominano il campo e acquisiscano un’esperienza inestimabile, mentre i giovani italiani rimangono bloccati nelle serie inferiori. “Ogni quattro anni vediamo quegli stessi giocatori di Serie A giocare ai Mondiali, mentre i giovani italiani restano in gran parte relegati in Serie B”, ha continuato “L’Italia deve iniziare a provare qualcosa di nuovo. Quello che abbiamo fatto finora non funziona”.

Dombrè suggerisce di prendere spunto da altri Paesi per modificare l’approccio italiano allo sviluppo degli atleti. L’attuale modello italiano privilegia i risultati immediati e ingenti investimenti su calciatori affermati e di fama, piuttosto che la crescita interna. Il modo in cui è strutturato il calcio in Italia sta diventando sempre meno attraente, perché non c’è vera competizione. Sono sempre le stesse squadre ha detto Il sistema deve diventare più auspicabile; deve essere più variegato, lasciando che i giovani calciatori giochino e commettano errori, come avviene in Spagna, Inghilterra e Germania. Ai giovani deve essere concesso di giocare e crescere all’interno delle squadre. In campo, deve prevalere la prestazione sul prestigio”.

Con o senza l’Italia, il Mondiale ha il suo prestigio, ma alla fin fine ciò che conta è solo il gioco. E mentre gli italoamericani potrebbero soffrire per l’assenza degli Azzurri, l’amore per questo sport prevale comunque. Alla fine, l’amore per il calcio ce l’hanno nel sangue.

 

Autrice: Daniela Piteo


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Giulietta, la tragica protagonista di William Shakespeare, affermò notoriamente che una rosa, anche con un altro nome, avrebbe comunque lo stesso dolce profumo. Ma mentre gli italoamericani guardano un altro Mondiale dalle linee laterali, potrebbero chiedersi: il campo da gioco sembra sempre verde quando mancano gli Azzurri? Per i milioni di italiani che vivono fuori dall’Italia, la risposta è un “sì” complicato.

La Coppa del Mondo FIFA è una festa che dura un mese e, per molti italiani, un rito sacro, eppure per il terzo torneo consecutivo i quattro volte campioni del mondo saranno assenti. Milioni di tifosi tra Messico, Canada e Stati Uniti sono rimasti increduli.

Negli Stati Uniti, dove la cultura del tifo italiano fiorisce attraverso i club di sostenitori locali, il dolore per questa continua assenza è profondamente sentito. I leader di due importanti hub di tifosi della SSC Napoli – Luca Dombrè del Napoli Club di New York e Matthew Farrugia del Napoli fan club di Los Angeles hanno condiviso la loro comune delusione, le loro mutevoli preferenze per il prossimo torneo e le loro franche valutazioni su cosa debba cambiare per far risorgere il calcio italiano in tempo per il ciclo dei Mondiali del 2030.

Coppa del Mondo
La Coppa del Mondo

Tre Mondiali senza Italia: la delusione degli italoamericani

A New York, Dombrè è ancora sbalordito: Tre volte di fila senza l’Italia e ancora non riesco a capacitarmene . Nel 2008, Dombrè, un italiano espatriato, si è messo subito all’opera per creare una community di tifosi del Napoli, che fino ad allora balzavano da un locale all’altro nella speranza di vedere una partita della squadra partenopea.

I proprietari dei ristoranti napoletani trasmettevano la partita, ma a quei tempi non era come oggi che si possono guardare i match in streaming; dovevamo affidarci a Rai International, e non cera sempre la partita del Napoli”, ha raccontato Dombrè l Napoli era appena tornato dalla Serie B, era difficile. I club non erano strutturati come lo sono adesso”

Oggi il Napoli si è affermato come una delle principali contendenti in Serie A, come dimostra il contributo dei suoi giocatori alla Nazionale italiana e non solo. Quattro giocatori del Napoli: Alex Meret, Alessandro Buongiorno, Giovanni Di Lorenzo e Matteo Politano, si sono uniti alla Nazionale, con la speranza di strappare un pass per uno dei 48 posti disponibili ai Mondiali, cosa purtroppo. non avvenuta. Sul fronte internazionale, invece, i tifosi del Napoli potranno vedere i propri beniamini rappresentare Belgio, Scozia, Uruguay e Paesi Bassi. Ma nonostante l’impressionante contributo del Napoli ai Mondiali, i tifosi si pongono una domanda: per chi tifiamo adesso?

Ognuno nel club ha i propri preferiti. Ma come tifosi del Napoli, tendiamo a sostenere le squadre in cui giocano i nostri giocatori. Quindi, ovviamente, ci sarà del tifo per la Scozia e per il Belgio”. Nello specifico, Luca Dombrè spera di vedere giocatori di spicco del Napoli come Romelu Lukaku e Scott McTominay eccellere sul palcoscenico mondiale.

Matthew Farrugia è dello stesso avviso: Sosterremo qualsiasi squadra in cui ci sia un giocatore del Napoli. Se dovessi puntare tutto su una sola squadra, sosterremo la Scozia”. Una cosa è certa: senza la partecipazione dell’Italia, la doppia lealtà viene eliminata. “Ora non devo più preoccuparmi di ‘Cosa succederebbe se ci fosse l’Italia contro gli Stati Uniti? ha affermato.

Un'immagine della cerimonia d'apertura dei Mondiali
Un’immagine della cerimonia d’apertura dei Mondiali

Chi sostenere ai Mondiali senza gli Azzurri

Al di là della fedeltà ai singoli giocatori, c’è il desiderio comune di vedere qualcosa di inaspettato sul podio. Dombrè ammette che gli piacerebbe vedere una squadra non convenzionale detronizzare la tradizionale nobiltà del calcio. Mi piacerebbe vedere vincere un outsider, magari una squadra che non ha mai vinto prima, come il Portogallo o lOlanda”, ha detto.

A prescindere da chi salirà sul podio, una cosa è certa: ricreare l’atmosfera elettrizzante dello stadio Diego Armando Maradona potrebbe essere impossibile, secondo i tifosi che l’hanno vissuta in prima persona. “Si tratta di stadi storici e iconici in cui hanno giocato i migliori calciatori del mondo: che si tratti dello Stadio Maradona, di San Siro o dell’Olimpico, sono stadi che hanno una lunga storia. Alcune delle partite più incredibili si sono giocate negli stadi italiani; sono stadi enormi e imponenti che esistono da generazioni ha affermato Farrugia.

Quando gli è stato chiesto se i moderni stadi americani possano replicare quell’intensità unica, Luca Dombrè ha espresso un forte scetticismo. Onestamente, non ne sono così sicuro“, ha spiegato. I Mondiali sono molto variegati, quindi non si trovano stadi composti principalmente da tifosi di una sola squadra. Ma ricreare latmosfera del Maradona, non credo sia possibile. Non c’è lo stesso attaccamento”.

Giovani talenti e riforme: la ricetta per il rilancio dell’Italia

L’atmosfera è fondamentale, ma la partecipazione è sovrana, e con una secca di vittorie per Italia, i tifosi si chiedono come potrà finire questo periodo di stallo. Se guardiamo alle squadre italiane, alle squadre giovanili, lUnder 17 ha vinto il campionato europeo, stanno facendo davvero bene. Non è che non abbiamo talento, o non abbiamo giocatori, o non c’è interesse”, ha detto Dombrè.

Farrugia condivide un’opinione simile, ma sottolinea anche una spaccatura che attualmente affligge il sistema calcistico italiano. “La Serie A è composta in maggioranza da stranieri, mentre la Serie B è quasi interamente italiana”. Questa realtà economica e tattica fa sì che le star internazionali dominano il campo e acquisiscano un’esperienza inestimabile, mentre i giovani italiani rimangono bloccati nelle serie inferiori. “Ogni quattro anni vediamo quegli stessi giocatori di Serie A giocare ai Mondiali, mentre i giovani italiani restano in gran parte relegati in Serie B”, ha continuato “L’Italia deve iniziare a provare qualcosa di nuovo. Quello che abbiamo fatto finora non funziona”.

Dombrè suggerisce di prendere spunto da altri Paesi per modificare l’approccio italiano allo sviluppo degli atleti. L’attuale modello italiano privilegia i risultati immediati e ingenti investimenti su calciatori affermati e di fama, piuttosto che la crescita interna. Il modo in cui è strutturato il calcio in Italia sta diventando sempre meno attraente, perché non c’è vera competizione. Sono sempre le stesse squadre ha detto Il sistema deve diventare più auspicabile; deve essere più variegato, lasciando che i giovani calciatori giochino e commettano errori, come avviene in Spagna, Inghilterra e Germania. Ai giovani deve essere concesso di giocare e crescere all’interno delle squadre. In campo, deve prevalere la prestazione sul prestigio”.

Con o senza l’Italia, il Mondiale ha il suo prestigio, ma alla fin fine ciò che conta è solo il gioco. E mentre gli italoamericani potrebbero soffrire per l’assenza degli Azzurri, l’amore per questo sport prevale comunque. Alla fine, l’amore per il calcio ce l’hanno nel sangue.

 

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