Se non è una favola, poco ci manca, ma questa è una di quelle storie che potete raccontare ai vostri figli e ai vostri nipoti prima di metterli a dormire, facendo capire loro quanto sia importante la maglia del Napoli. Il club partenopeo ha una grande storia tant’è che a breve compirà cent’anni e, tutti insieme, potremo tirare le orecchie al nostro amato Ciuciariello.

Una storia lunga, ricca di sorprese e curiosità, infatti non esiste al mondo una squadra come la nostra visto che è l’unica club al mondo (o quasi) che ha potuto ammirare la propria divisa ufficiale sui campi da gioco di un campionato mondiale di calcio. Quando avvenne tutto ciò correva l’anno 1934 e quanto stiamo per raccontarvi accadde davvero, parliamo, infatti, di uno degli episodi più singolari nella storia di questa importante competizione.
A come azzurro, Ascarelli e Austria
La seconda storica edizione della Coppa del Mondo si giocò in Italia tra maggio e giugno del 1934. Il trofeo fu allora vinto dall’Italia allenata da Vittorio Pozzo che riuscì a imporsi in finale, a Roma, sulla Cecoslovacchia per 2 a 1. Tenete presente che il calcio dell’epoca era molto diverso da quello moderno, si trattava di un gioco decisamente più spartano e pioneristico rispetto a quello che siamo abituati a vedere oggi.
Le squadre viaggiavano con equipaggiamenti limitati, le regole organizzative erano molto meno rigide e spesso non esistevano le divise di riserva che oggi accompagnano ogni nazionale. Così si arrivò al fatidico 7 giugno 1934, quando allo stadio Giorgio Ascarelli di Napoli, Austria e Germania si affrontarono nella “finalina”, cioè la gara valida per l’assegnazione del terzo posto. Quando le due squadre scesero in campo si vide fin da subito che sia la Germania che l’Austria erano arrivate a Napoli con una muta di maglie molto chiare, rischiando così di creare confusione in campo. Le autorità organizzative decisero quindi di procurare delle maglie alternative. Inevitabilmente, la scelta cadde sulle celebri casacche azzurre da noi tanto amate.
Fu la nazionale austriaca a indossare le maglie del club partenopeo. In questo modo la distinzione cromatica con la Germania risultò immediata e la partita poté disputarsi regolarmente. L’immagine degli austriaci con la divisa azzurra del Napoli rappresenta ancora oggi una delle fotografie più insolite della storia dei Mondiali. Sebbene il club non fosse naturalmente coinvolto nella competizione, le sue maglie finirono per essere protagoniste di una partita ufficiale della Coppa del Mondo FIFA.

Solo Napoli?
L’episodio napoletano non è però l’unico, infatti, qualche anno dopo durante il Mondiale brasiliano del 1950, il Messico si trovò a rivivere una situazione decisamente simile durante una sfida contro la nazionale elvetica. Anche in quel caso fu necessario ricorrere a una divisa presa in prestito da un club locale per scongiurare la confusione sul campo dovuta alla sovrapposizione di colori simili. Tuttavia, casi del genere sono estremamente rari nella storia della Coppa del Mondo.
Con il passare dei decenni la FIFA ha introdotto regolamenti sempre più rigorosi sull’equipaggiamento delle squadre, imponendo la presenza di più kit ufficiali e procedure dettagliate per evitare qualsiasi conflitto cromatico. A distanza di quasi un secolo, quella partita continua a essere ricordata come uno dei più insoliti incroci tra il calcio dei club e quello delle nazionali. E forse è proprio per questo che la storia conserva ancora il suo fascino: per un pomeriggio del 1934, sul palcoscenico più prestigioso del calcio, il colore azzurro del Napoli finì davvero per giocare un Mondiale.
Quella del nostro amato Napoli, come vedete, è una storia ricca, fatta di passione, sorprese, sconfitte e vittorie e ci stiamo velocemente avvicinando al centenario. Restate con noi per scoprire altre storie di azzurra passione.
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