Massimiliano Allegri con gli struffoli

A Napoli Max Allegri non mangerà il panettone e vi dico il perché

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Scritto da Fabio Izzo

24 Giugno 2026

Sono in molti a dire sui social che no, stavolta, Massimiliano Allegri non arriverà a mangiare il panettone a Napoli e, a dirla tutta, per questa volta, almeno per questa volta mi trovo d’accordo e ora vi spiego il perché. Risulta mia intenzione tranquillizzare fin da subito i più deboli di cuore, visto l’attuale solleone, infatti questa mia previsione non sarà De Laurentiis a fare altre scelte, ma sarà il tecnico toscano a decidere di non mangiare il dolce meneghino…

Allegri non mangerà il panettone

Ma cosa vuol dire? Allora, quando diciamo che qualcuno “non arriva a mangiare il panettone”, utilizziamo un modo di dire figurato che indica l’impossibilità di mantenere il proprio incarico lavorativo fino a Natale. In pratica, si tratta di un’espressione che viene utilizzata soprattutto in due ambiti: quello politico e quello calcistico:

  • In politica, si riferisce a un governo o a un leader che rischia di perdere la propria carica prima della fine dell’anno.
  • Nel calcio, invece, si usa per indicare un allenatore che potrebbe essere esonerato prima delle festività natalizie a causa di risultati deludenti.
Max Allegri
Massimiliano Allegri

Secondo una delle interpretazioni più diffuse, che qui prendiamo genuinamente per buona, la metafora in questione sarebbe nata nell’area milanese e si legherebbe alla tradizionale scadenza annuale di molti incarichi lavorativi, che coincideva proprio con la fine dell’anno solare. Quindi, il “non arrivare” a dicembre significava, in sostanza, essere sostituiti o lasciare il proprio posto prima della naturale conclusione dell’anno lavorativo. Ecco che, arrivati, a questo punto posso ribadire con forza il mio punto di vista: Massimiliano Allegri non arriverà a mangiare il panettone a Natale.

Perché Allegri non mangerà il panettone a Napoli

No, tranquilli. Non accadrà per motivi calcistici e/o di classifica, ma per un motivo molto semplice, per un peccato di gola. Infatti, l’allenatore toscano, durante il periodo natalizio a Napoli, avrà soltanto l’imbarazzo della scelta trovandosi di fronte a tante leccornie. La cucina partenopea delle feste offre già moltissimo e, diciamolo in tutta sincerità, il panettone raramente è il protagonista assoluto delle tavole napoletane.

La tradizione gastronomica natalizia napoletana si divide principalmente in due momenti sacri: la cena della Vigilia del 24 dicembre, rigorosamente a base di pesce, e il pranzo di Natale del 25 dicembre, dedicato invece alla carne.

  • La cena della Vigilia: tra gli antipasti non può mancare la pizza di scarola, preparata con scarole, olive, capperi e acciughe, accompagnata spesso dall’insalata di mare. Come primo piatto regna incontrastato lo spaghetto alle vongole, mentre tra i secondi spiccano il capitone fritto, il baccalà e i calamari. A completare il menu ci sono contorni tradizionali come l’insalata di rinforzo, a base di cavolfiore, olive, acciughe e sottaceti.
  • Il pranzo di Natale: il 25 dicembre si cambia completamente registro.Si comincia con la minestra maritata, uno dei simboli della tradizione campana, oppure con piatti ricchi e sostanziosi come il sartù di riso o la pasta al forno.Poi arriva la carne: il ragù napoletano, spesso utilizzato per condire il primo, viene servito anche come secondo insieme a salsicce, braciole e polpette.
  • E poi ci sono i dolci della tradizione, ed è proprio qui che Allegri potrebbe definitivamente dimenticarsi del panettone.Sulle tavole napoletane fanno infatti la loro comparsa gli struffoli, piccole palline di pasta fritta avvolte nel miele e decorate con confettini colorati; i roccocò, biscotti speziati alle mandorle dalla caratteristica forma ad anello; i mostaccioli, ricoperti di cioccolato fondente; i susamielli e i raffaiuoli, altri grandi protagonisti della tradizione dolciaria partenopea.

 

Massimiliano Allegri con gli struffoli
Allegri sceglie gli struffoli

Insomma, se Allegri non arriverà a mangiare il panettone a Napoli, non sarà per un esonero anticipato o per risultati deludenti, ma perché potrebbe, semplicemente, non avere più spazio nello stomaco. E, considerando quello che offre il Natale napoletano, chi glielo fa fare ad Allegri di mangiare il panettone quando può avere gli struffoli?


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Leggo e scrivo libri ma tranquilli, non vi contagio e, ovviamente, tifo Napoli
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Sono in molti a dire sui social che no, stavolta, Massimiliano Allegri non arriverà a mangiare il panettone a Napoli e, a dirla tutta, per questa volta, almeno per questa volta mi trovo d’accordo e ora vi spiego il perché. Risulta mia intenzione tranquillizzare fin da subito i più deboli di cuore, visto l’attuale solleone, infatti questa mia previsione non sarà De Laurentiis a fare altre scelte, ma sarà il tecnico toscano a decidere di non mangiare il dolce meneghino…

Allegri non mangerà il panettone

Ma cosa vuol dire? Allora, quando diciamo che qualcuno “non arriva a mangiare il panettone”, utilizziamo un modo di dire figurato che indica l’impossibilità di mantenere il proprio incarico lavorativo fino a Natale. In pratica, si tratta di un’espressione che viene utilizzata soprattutto in due ambiti: quello politico e quello calcistico:

  • In politica, si riferisce a un governo o a un leader che rischia di perdere la propria carica prima della fine dell’anno.
  • Nel calcio, invece, si usa per indicare un allenatore che potrebbe essere esonerato prima delle festività natalizie a causa di risultati deludenti.
Max Allegri
Massimiliano Allegri

Secondo una delle interpretazioni più diffuse, che qui prendiamo genuinamente per buona, la metafora in questione sarebbe nata nell’area milanese e si legherebbe alla tradizionale scadenza annuale di molti incarichi lavorativi, che coincideva proprio con la fine dell’anno solare. Quindi, il “non arrivare” a dicembre significava, in sostanza, essere sostituiti o lasciare il proprio posto prima della naturale conclusione dell’anno lavorativo. Ecco che, arrivati, a questo punto posso ribadire con forza il mio punto di vista: Massimiliano Allegri non arriverà a mangiare il panettone a Natale.

Perché Allegri non mangerà il panettone a Napoli

No, tranquilli. Non accadrà per motivi calcistici e/o di classifica, ma per un motivo molto semplice, per un peccato di gola. Infatti, l’allenatore toscano, durante il periodo natalizio a Napoli, avrà soltanto l’imbarazzo della scelta trovandosi di fronte a tante leccornie. La cucina partenopea delle feste offre già moltissimo e, diciamolo in tutta sincerità, il panettone raramente è il protagonista assoluto delle tavole napoletane.

La tradizione gastronomica natalizia napoletana si divide principalmente in due momenti sacri: la cena della Vigilia del 24 dicembre, rigorosamente a base di pesce, e il pranzo di Natale del 25 dicembre, dedicato invece alla carne.

  • La cena della Vigilia: tra gli antipasti non può mancare la pizza di scarola, preparata con scarole, olive, capperi e acciughe, accompagnata spesso dall’insalata di mare. Come primo piatto regna incontrastato lo spaghetto alle vongole, mentre tra i secondi spiccano il capitone fritto, il baccalà e i calamari. A completare il menu ci sono contorni tradizionali come l’insalata di rinforzo, a base di cavolfiore, olive, acciughe e sottaceti.
  • Il pranzo di Natale: il 25 dicembre si cambia completamente registro.Si comincia con la minestra maritata, uno dei simboli della tradizione campana, oppure con piatti ricchi e sostanziosi come il sartù di riso o la pasta al forno.Poi arriva la carne: il ragù napoletano, spesso utilizzato per condire il primo, viene servito anche come secondo insieme a salsicce, braciole e polpette.
  • E poi ci sono i dolci della tradizione, ed è proprio qui che Allegri potrebbe definitivamente dimenticarsi del panettone.Sulle tavole napoletane fanno infatti la loro comparsa gli struffoli, piccole palline di pasta fritta avvolte nel miele e decorate con confettini colorati; i roccocò, biscotti speziati alle mandorle dalla caratteristica forma ad anello; i mostaccioli, ricoperti di cioccolato fondente; i susamielli e i raffaiuoli, altri grandi protagonisti della tradizione dolciaria partenopea.

 

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Insomma, se Allegri non arriverà a mangiare il panettone a Napoli, non sarà per un esonero anticipato o per risultati deludenti, ma perché potrebbe, semplicemente, non avere più spazio nello stomaco. E, considerando quello che offre il Natale napoletano, chi glielo fa fare ad Allegri di mangiare il panettone quando può avere gli struffoli?


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