All’ingresso dell’Assemblea di Lega, Aurelio De Laurentiis prende posizione in maniera netta sul futuro della FIGC, lanciando un messaggio chiaro e diretto anche a Giovanni Malagò. Non solo una presa di posizione istituzionale, ma anche un segnale politico che incide indirettamente sulle dinamiche del mercato allenatori, con Antonio Conte che viene allontanato dal perimetro delle possibili scelte federali.
Di seguito le dichiarazioni integrali di De Laurentiis
“Stavo partendo per Los Angeles, ho chiamato Malagò e gli ho detto che doveva prendere in mano la situazione del calcio italiano. Gli ho detto ‘Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai cercato il circolo più importante d’Europa, nessuno meglio te che sei anche un grande sportivo. Unico difetto è che sei innamorato della Roma, sopporteremo anche questo’. La verità è che siamo stanchi di persone che interpretano ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio, questo non va bene.
Nella vita la cosa più importante è lavorare, ma per farlo bene bisogna sapere. Nessuno meglio di lui, Malagò, può aggiustare una cosa che non funziona. Si dice di una battaglia con Abete, lui è un bravissimo signore ma non è una persona adatta a fare questo lavoro, magari lui si risentirà di queste mie affermazioni. Ma siamo abituati a dire il nostro pensiero, anche se in Italia non siamo abituati e di questo me ne vergogno a volte quando sono all’estero. Avremo questo incontro con Malagò e vedremo come fare, il calcio va rifondato. Sono arrivato dal cinema, ma dal 2004 ho sempre rotto le scatole a tutti, ho detto che era tutto vecchio, ma nessuno ascolta perché sono attaccati col culo alla poltrona”.

De Laurentiis – Conte, lo stato dell’arte
A margine, pungolato sul tema commissario tecnico, De Laurentiis ha liquidato così la questione Conte: “Ho già espresso il mio pensiero da Los Angeles su questo…” Parole che suonano come una chiusura: il nome di Conte, almeno nelle idee del presidente del Napoli, non rientra nel futuro della Nazionale. Un messaggio che accompagna l’investitura pubblica a Malagò e che conferma la volontà di De Laurentiis di incidere non solo sulle scelte del club, ma anche sugli equilibri del calcio italiano.
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