29 giugno – 1° settembre 2026. Questo il range temporale in cui si consumerà la sessione estiva del calciomercato. Eppure, quando arrivano i primi caldi, e quest’anno la cosa è avvenuta con netto anticipo, c’è sempre la percezione che il mercato sia già cominciato. A Napoli questa dinamica è piuttosto accentuata. Non appena finisce una stagione calcistica, infatti, ci si cala immediatamente nel tormentone successivo: quello dei trasferimenti dei calciatori. In realtà mancano ancora diversi giorni all’apertura ufficiale della finestra estiva, ma è chiaro che le trattative siano già in corso.
A Napoli sta accadendo qualcosa di strano, che poi tale non è se vogliamo, perché è semplicemente il ripetersi di una storia vecchia come il mondo. Si valutano mille notizie, si susseguono indiscrezioni e suggestioni, ma di concreto c’è ancora ben poco.
La prima cosa che manca è l’ufficializzazione dell’allenatore. È chiaro che il nome sia quello di Max Allegri, che sta aspettando di liberarsi da un Milan nel quale, a oggi, sembrano mancare figure dirigenziali forti. Altro che Napoli disastrato: ogni tanto bisognerebbe guardare altrove per comprendere davvero cosa stia accadendo nel panorama calcistico italiano.
È altrettanto evidente che, in bassa frequenza, siano già in corso interlocuzioni tra Giovanni Manna, la presidenza di Aurelio De Laurentiis, Andrea Chiavelli – il grande semaforo del mercato azzurro, colui che dà il via libera o blocca determinate operazioni – e lo stesso Max Allegri. Le parti stanno dialogando a distanza e stanno già ragionando sulla costruzione della rosa.
Prima le situazioni interne, poi il mercato
Prima che il mercato possa davvero decollare, però, il club partenopeo deve valutare una serie di situazioni interne. Ci sono i rientri dai prestiti e ci sono casi che attendono una definizione, come quelli di Romelu Lukaku, Frank Anguissa, Kevin De Bruyne e Antonio Vergara.
Proprio il caso Vergara è tornato d’attualità nelle ultime ore dopo le parole del suo procuratore, Mario Giuffredi, che ha lasciato intendere come esista anche la possibilità di un rinnovo contrattuale. Alla fine, la questione è piuttosto semplice: il Napoli e l’entourage del calciatore stanno discutendo di un adeguamento dell’ingaggio, ed è anche per questo che stanno emergendo voci relative a una possibile cessione. Un gioco vecchio quanto il calciomercato stesso.
In questa fase il Napoli sembra quasi un imputato in contumacia. Viene chiamato in causa dai giudici dei social network, accusato di immobilismo, senza però avere la possibilità concreta di difendersi. La società, semplicemente, oggi non può ancora fare mercato nel senso pieno del termine. Non può annunciare operazioni, ma questo non significa che non stia lavorando.
La dirigenza vede infatti nella rosa attuale un gruppo già piuttosto completo e definito, che dovrà essere valutato dal nuovo allenatore. E questa ponderazione potrà avvenire seriamente soltanto da metà luglio in avanti, quando inizierà il ritiro.

Napoli: una rosa affollata impone prudenza
È per questo che il mercato del Napoli potrebbe svilupparsi con tempi leggermente più lunghi rispetto a quanto molti si aspettino. Si interverrà probabilmente prima nei ruoli dove esiste un deficit evidente, come quello del vice Di Lorenzo, ma difficilmente si opererà in zone del campo già congestionate prima di aver alleggerito l’organico.
A centrocampo, per esempio, è inutile immaginare nuovi acquisti senza aver prima chiarito il futuro di Lobotka, Anguissa, De Bruyne e degli altri interpreti del reparto. Prima bisogna capire chi resterà e chi partirà. Lo stesso discorso vale per gli esterni offensivi. Il Napoli dispone già di una batteria numerosissima che diventa ancora più ampia con i rientri di Lindstrom, Ngonge e Noa Lang, che si aggiungono a Politano, Neres, Vergara, Giovane e Alisson Santos.
Prima di capire come Allegri vorrà giocare, se con un attacco a due punte oppure con un tridente, e prima di comprendere quali profili saranno considerati funzionali al progetto tecnico e quali invece verranno ceduti, è difficile immaginare ulteriori investimenti sugli esterni.
Stesso discorso per la punta centrale. In questo momento il Napoli conta su tre attaccanti: Rasmus Højlund, confermatissimo dopo il recente riscatto dal Manchester United, Romelu Lukaku, che dal Belgio ha fatto capire di voler onorare il proprio contratto, e Lorenzo Lucca, rientrato dopo il prestito al Nottingham Forest. È complicato pensare che il Napoli possa aggiungere un’altra prima punta al proprio organico prima di aver ceduto almeno due dei tre calciatori attualmente presenti in rosa.
Insomma, anche quest’anno si procede tra l’isterismo tipico dei social e la corsa continua alle indiscrezioni, senza fermarsi un attimo a riflettere. Prima di impostare un mercato concreto servono due condizioni fondamentali: che la sessione di estiva venga ufficialmente aperta e che vengano effettuate le necessarie cessioni. Operazioni che potranno diventare realmente possibili soltanto dopo che Max Allegri avrà espresso il proprio giudizio sulla rosa e dato il suo placet alle scelte future.
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