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Napoli: De Laurentiis inaugura il quinquennio strutturale

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Scritto da Diego Catalano

5 Giugno 2026

Doveva essere la giornata dedicata alla presentazione dettagliata dei ritiri estivi di Dimaro e Castel di Sangro. In parte lo è stata. Si è fatto il punto della situazione, sono state illustrate le novità e sono state comunicate le date e gli appuntamenti che il Napoli affronterà in queste due importanti fasi della preparazione precampionato.

Inevitabilmente, però, il discorso è scivolato sull’attualità: il nuovo allenatore, anche se il nome non è stato fatto, la situazione relativa a Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, come abbiamo raccontato in un altro approfondimento, e anche tutto ciò che riguarda le infrastrutture del Calcio Napoli.

Tra i tentativi di Nicola Lombardo, responsabile della comunicazione del club, di riportare l’attenzione esclusivamente su Dimaro e Castel di Sangro, sono comunque arrivate alcune domande alle quali Aurelio De Laurentiis ha scelto di rispondere, rendendosi conto della necessità di fornire indicazioni su temi particolarmente sentiti dall’ambiente azzurro.

Napoli
Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku in nazionale

Napoli – Centro sportivo, De Laurentiis accelera: “Nessun problema sul progetto”

Tra questi temi è emerso con forza quello delle strutture. Il patron ha infatti inaugurato quello che ha definito un programma quinquennale. Ha spiegato che nei prossimi cinque anni il club lavorerà alla realizzazione delle proprie infrastrutture, concentrandosi essenzialmente su due elementi fondamentali: il centro sportivo da un lato e lo stadio dall’altro.

Partendo proprio dal centro sportivo, De Laurentiis ha fatto capire che, sotto questo aspetto, non esistono particolari condizioni ostative. Non ha svelato dettagli né spiegato cosa stia concretamente prendendo forma, ma ha lasciato intendere che il percorso verso la creazione di un impianto di proprietà, che permetta al Napoli di affrancarsi dallo storico affitto del centro di Villaggio Coppola, stia procedendo nella giusta direzione.

Le opzioni sul tavolo restano diverse. Da un lato c’è l’ipotesi di Orta di Atella, dall’altro quella di Monteruscello, alle porte di Pozzuoli. È probabile che da una di queste due soluzioni possa emergere il sito destinato a ospitare le nuove strutture, ma non è detto che la scelta finale ricada necessariamente su una di esse. Il progetto relativo al centro sportivo, infatti, si intreccia direttamente con il discorso stadio. I campi di allenamento potrebbero sorgere accanto al nuovo catino. 

Napoli
Aurelio De Laurentiis e Gaetano Manfredi

Napoli – Nodo stadio, nuovo affondo contro il Maradona e apertura sul futuro societario

Ed è proprio qui che la situazione appare più complessa. Anche ieri De Laurentiis è tornato all’attacco dell’amministrazione comunale e della Regione, sostenendo che i 200 milioni destinati alla riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona serviranno a poco. L’impianto è stato nuovamente definito un “cesso”, confermando una posizione ormai consolidata e altamente polemica.

Il presidente vuole proseguire per la propria strada e realizzare uno stadio di proprietà. Tuttavia, non è ancora stata individuata una soluzione definitiva. Tra le aree considerate c’è quella dell’ex raffineria, sulla quale però insistono ancora problematiche legate alle bonifiche, non ancora completate. Si tratta inoltre di aree caratterizzate da partecipazioni pubbliche e private che richiedono operazioni complesse per poter essere acquisite e sviluppate.

De Laurentiis ha lasciato intendere di non avere alcuna intenzione di sedersi a un tavolo con Comune e Regione per discutere la ristrutturazione del Maradona. Anzi, si è lamentato del fatto che anche il prossimo anno il club sarà costretto a iniziare la stagione lontano da casa per consentire il rifacimento del manto erboso, danneggiato, a suo dire, dai “maledetti concerti” che ogni estate vengono organizzati all’interno dell’impianto che un tempo rispondeva al nome di San Paolo.

Una tensione che continua da tempo e che non impedisce comunque al patron azzurro di ribadire l’esistenza di un programma quinquennale al termine del quale il Napoli dovrebbe finalmente dotarsi delle strutture necessarie per competere ai massimi livelli anche sotto il profilo infrastrutturale.

Dal canto nostro non resta che aspettare, sperare e fidarci delle parole del presidente. Non è la prima volta, infatti, che determinati progetti e determinate intenzioni vengono annunciati senza poi trovare un’effettiva realizzazione. Ed è probabilmente questa l’unica vera criticità della gestione De Laurentiis, straordinariamente efficace sul piano sportivo ma ancora incompleta sul fronte delle infrastrutture.

Stadio Maradona
Il murale di Jorit all’esterno dello Stadio Diego Armando Maradona

C’è poi un ultimo aspetto da considerare. Nei giorni scorsi era emersa l’indiscrezione relativa a una cordata americana interessata all’acquisizione del club. De Laurentiis aveva confermato l’esistenza di interlocuzioni, ma ha anche precisato che, almeno per il momento, non si è concretizzato nulla.

Parlare di un programma quinquennale e affermare che “dovete stare tranquilli fin quando vedrete la mia faccia” significa in qualche modo confermare la volontà di restare al timone del Napoli ancora a lungo. Considerando che il presidente ha appena compiuto 77 anni, è ragionevole immaginare che il suo orizzonte temporale arrivi almeno fino agli 82.

Nel prossimo lustro, dunque, De Laurentiis punta a restare al comando del Napoli. Non necessariamente escludendo l’ingresso di partner o investitori, magari attraverso forme di compartecipazione che possano contribuire al finanziamento delle infrastrutture. Uno stadio di proprietà, infatti, non può essere costruito facendo affidamento esclusivamente sulle riserve del club, che si attestano intorno ai 200 milioni di euro. Serviranno investimenti ben più consistenti e questi potrebbero arrivare proprio da nuovi soci o da sponsor particolarmente solidi.

Cinque anni, quando si parla di infrastrutture sportive, rappresentano un arco temporale relativamente breve. Non resta quindi che attendere per capire quali saranno le prossime mosse del vulcanico patron azzurro.


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Partenopeo, misantropo, progger talebano
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Doveva essere la giornata dedicata alla presentazione dettagliata dei ritiri estivi di Dimaro e Castel di Sangro. In parte lo è stata. Si è fatto il punto della situazione, sono state illustrate le novità e sono state comunicate le date e gli appuntamenti che il Napoli affronterà in queste due importanti fasi della preparazione precampionato.

Inevitabilmente, però, il discorso è scivolato sull’attualità: il nuovo allenatore, anche se il nome non è stato fatto, la situazione relativa a Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku, come abbiamo raccontato in un altro approfondimento, e anche tutto ciò che riguarda le infrastrutture del Calcio Napoli.

Tra i tentativi di Nicola Lombardo, responsabile della comunicazione del club, di riportare l’attenzione esclusivamente su Dimaro e Castel di Sangro, sono comunque arrivate alcune domande alle quali Aurelio De Laurentiis ha scelto di rispondere, rendendosi conto della necessità di fornire indicazioni su temi particolarmente sentiti dall’ambiente azzurro.

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Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku in nazionale

Napoli – Centro sportivo, De Laurentiis accelera: “Nessun problema sul progetto”

Tra questi temi è emerso con forza quello delle strutture. Il patron ha infatti inaugurato quello che ha definito un programma quinquennale. Ha spiegato che nei prossimi cinque anni il club lavorerà alla realizzazione delle proprie infrastrutture, concentrandosi essenzialmente su due elementi fondamentali: il centro sportivo da un lato e lo stadio dall’altro.

Partendo proprio dal centro sportivo, De Laurentiis ha fatto capire che, sotto questo aspetto, non esistono particolari condizioni ostative. Non ha svelato dettagli né spiegato cosa stia concretamente prendendo forma, ma ha lasciato intendere che il percorso verso la creazione di un impianto di proprietà, che permetta al Napoli di affrancarsi dallo storico affitto del centro di Villaggio Coppola, stia procedendo nella giusta direzione.

Le opzioni sul tavolo restano diverse. Da un lato c’è l’ipotesi di Orta di Atella, dall’altro quella di Monteruscello, alle porte di Pozzuoli. È probabile che da una di queste due soluzioni possa emergere il sito destinato a ospitare le nuove strutture, ma non è detto che la scelta finale ricada necessariamente su una di esse. Il progetto relativo al centro sportivo, infatti, si intreccia direttamente con il discorso stadio. I campi di allenamento potrebbero sorgere accanto al nuovo catino. 

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Aurelio De Laurentiis e Gaetano Manfredi

Napoli – Nodo stadio, nuovo affondo contro il Maradona e apertura sul futuro societario

Ed è proprio qui che la situazione appare più complessa. Anche ieri De Laurentiis è tornato all’attacco dell’amministrazione comunale e della Regione, sostenendo che i 200 milioni destinati alla riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona serviranno a poco. L’impianto è stato nuovamente definito un “cesso”, confermando una posizione ormai consolidata e altamente polemica.

Il presidente vuole proseguire per la propria strada e realizzare uno stadio di proprietà. Tuttavia, non è ancora stata individuata una soluzione definitiva. Tra le aree considerate c’è quella dell’ex raffineria, sulla quale però insistono ancora problematiche legate alle bonifiche, non ancora completate. Si tratta inoltre di aree caratterizzate da partecipazioni pubbliche e private che richiedono operazioni complesse per poter essere acquisite e sviluppate.

De Laurentiis ha lasciato intendere di non avere alcuna intenzione di sedersi a un tavolo con Comune e Regione per discutere la ristrutturazione del Maradona. Anzi, si è lamentato del fatto che anche il prossimo anno il club sarà costretto a iniziare la stagione lontano da casa per consentire il rifacimento del manto erboso, danneggiato, a suo dire, dai “maledetti concerti” che ogni estate vengono organizzati all’interno dell’impianto che un tempo rispondeva al nome di San Paolo.

Una tensione che continua da tempo e che non impedisce comunque al patron azzurro di ribadire l’esistenza di un programma quinquennale al termine del quale il Napoli dovrebbe finalmente dotarsi delle strutture necessarie per competere ai massimi livelli anche sotto il profilo infrastrutturale.

Dal canto nostro non resta che aspettare, sperare e fidarci delle parole del presidente. Non è la prima volta, infatti, che determinati progetti e determinate intenzioni vengono annunciati senza poi trovare un’effettiva realizzazione. Ed è probabilmente questa l’unica vera criticità della gestione De Laurentiis, straordinariamente efficace sul piano sportivo ma ancora incompleta sul fronte delle infrastrutture.

Stadio Maradona
Il murale di Jorit all’esterno dello Stadio Diego Armando Maradona

C’è poi un ultimo aspetto da considerare. Nei giorni scorsi era emersa l’indiscrezione relativa a una cordata americana interessata all’acquisizione del club. De Laurentiis aveva confermato l’esistenza di interlocuzioni, ma ha anche precisato che, almeno per il momento, non si è concretizzato nulla.

Parlare di un programma quinquennale e affermare che “dovete stare tranquilli fin quando vedrete la mia faccia” significa in qualche modo confermare la volontà di restare al timone del Napoli ancora a lungo. Considerando che il presidente ha appena compiuto 77 anni, è ragionevole immaginare che il suo orizzonte temporale arrivi almeno fino agli 82.

Nel prossimo lustro, dunque, De Laurentiis punta a restare al comando del Napoli. Non necessariamente escludendo l’ingresso di partner o investitori, magari attraverso forme di compartecipazione che possano contribuire al finanziamento delle infrastrutture. Uno stadio di proprietà, infatti, non può essere costruito facendo affidamento esclusivamente sulle riserve del club, che si attestano intorno ai 200 milioni di euro. Serviranno investimenti ben più consistenti e questi potrebbero arrivare proprio da nuovi soci o da sponsor particolarmente solidi.

Cinque anni, quando si parla di infrastrutture sportive, rappresentano un arco temporale relativamente breve. Non resta quindi che attendere per capire quali saranno le prossime mosse del vulcanico patron azzurro.


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