No Di Lorenzo, no Buongiorno, no Politano, no Spinazzola e no Meret. No, no e no…La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 è a metà strada tra un incubo e un tormentone ormai ricorrente. E allora, per noi tifosi del Napoli, cosa resterà da guardare quest’estate? In realtà, ci resta ancora “assai” perché anche senza l’Italia il Napoli sarà ben rappresentato da giocatori, ex giocatori e allenatori pronti a prendersi la scena tra Stati Uniti, Canada e Messico.

L’ultima corsa di De Bruyne e Lukaku
Cominciamo dal Belgio che, per l’ultima volta, potrà contare su Romelu Lukaku, ormai più ex che idolo napoletano, e su “King Kev”, Sua Maestà Kevin De Bruyne. Senza dimenticare il commissario tecnico: Rudi Garcia, un altro ex non troppo rimpianto. De Bruyne sarà probabilmente l’ambasciatore del Napoli più seguito dell’intero Mondiale. I diavoli rossi sognano di chiudere nel migliore dei modi l’era della sua “generazione dorata ”, e KDB vuole lasciare il segno nell’ultimo Mondiale della sua carriera. La qualità del fuoriclasse belga resta fuori discussione: visione di gioco, leadership e capacità di decidere le partite fanno ancora di lui uno dei centrocampisti più influenti del calcio mondiale. E se avete dubbi, riguardatevi l’assist confezionato su misura nel gol di Højlund contro l’Udinese.

Tutti pazzi a Napoli per McFratm
Il discorso cambia completamente in Scozia, dove regna indiscusso “McFratm”. Scott McTominay arriva al Mondiale da protagonista assoluto della Serie A e, aggiungerei, anche con grande stile. Dopo una stagione straordinaria in maglia Napoli e il gol della qualificazione in rovesciata contro la Danimarca, il centrocampista scozzese proverà a trascinare la sua nazionale il più lontano possibile. Per la Scozia si tratta di un ritorno storico: mancava infatti dal Mondiale da 28 anni. Al suo fianco ci sarà il fedele scudiero Billy Gilmour, che si è conquistato la convocazione grazie a diciassette presenze in maglia azzurra e a un gol segnato contro il Pisa. Le sue qualità nel palleggio, nella verticalizzazione del gioco e nella gestione del ritmo potrebbero diventare fondamentali in una squadra che punta sull’organizzazione e sull’intensità.

Olivera e la garra
Tra i difensori più combattivi della Serie A c’è Mathías Olivera, ormai punto fermo dell’Uruguay. La Celeste continua a puntare sulla propria tradizione: solidità, aggressività e spirito di sacrificio. Tutte caratteristiche che si sposano perfettamente con il gioco dell’esterno azzurro. Olivera ha acquisito esperienza internazionale e potrebbe essere uno dei giocatori più continui della spedizione uruguaiana, soprattutto nelle partite a eliminazione diretta.

Lang l’incognita di Napoli
Tra i protagonisti più attesi ci sarà anche Noa Lang. L’esterno olandese arriva al Mondiale dopo la vittoria del campionato turco con il Galatasaray. Il club turco, però, ha deciso di non riscattarlo e il giocatore è già rientrato a Napoli, dove potrebbe anche restare nella prossima stagione. Lang rappresenta una delle grandi incognite del torneo: talento puro, imprevedibilità e colpi da fuoriclasse, come dimostrano i due gol segnati alla Juventus nell’ultima Champions League, ma anche una continuità ancora tutta da dimostrare. In competizioni del genere giocatori così fulminei possono diventare decisivi in qualsiasi momento.
Fabio l’uzbeco
Se Totò era il turco, Fabio Cannavaro ormai è l’uzbeco. L’ex capitano azzurro e Pallone d’Oro, cresciuto nei vicoli di Napoli e lanciato proprio dal club partenopeo, sarà uno dei protagonisti in panchina del torneo nordamericano. Nell’ottobre 2025, dopo l’esperienza al Benevento, Cannavaro ha accettato una sfida affascinante e fuori dagli schemi: diventare il nuovo commissario tecnico dell’Uzbekistan. In precedenza aveva rifiutato la panchina della Polonia. Stavolta, invece, ha scelto di rimettersi in gioco davvero. Per molti tifosi italiani sarà strano vedere un napoletano guidare l’Uzbekistan ai Mondiali. Ma, in fondo, sarà anche un motivo in più per scegliere una squadra da seguire quest’estate.
C’è bisogno di un poco di Napoli al mondiale
Si può quindi chiudere parafrasando il grande scrittore napoletano Luciano De Crescenzo che una volta disse; “E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli”… e, senza ombra di dubbio alcuno, possiamo dire che questo ragionamento vale anche per il prossimo Mondiale di calcio.