La scelta del patron Aurelio De Laurentiis ricade su Max Allegri. Fin qui, tutto regolare. Poi però parte la solita leggenda metropolitana in salsa calcistica: improvviso cambio di rotta perché Vincenzo Italiano avrebbe fatto innervosire il presidente. Motivo? Tenetevi forte. L’aumento del cachet – da 3,2 a 4 milioni – e soprattutto la gravissima colpa di essersi fatto “scoprire” dal nugolo di giornalisti appostati fuori dagli uffici della Filmauro.
Francamente, una barzelletta più grottesca era difficile persino da immaginare. Intanto perché il nuovo stipendio di Italiano sarebbe comunque rimasto inferiore a quello che percepirà l’acciughina livornese. Ma soprattutto perché scaricare tutto sull’ex tecnico del Bologna, reo di non essersi reso invisibile durante una trattativa che conoscevano pure i sampietrini di Roma, richiede una fantasia degna del miglior cinema fantasy.

La trattativa conosciuta da tutti e il mito del “tradimento”
Cosa avrebbe dovuto fare Italiano? Calarsi nei panni di Peter Parker, trasformarsi in Spiderman e lanciarsi tra i palazzi della Capitale a colpi di ragnatela pur di evitare fotografi e telecamere? Della trattativa sapevano tutti. E tutti sapevano pure che De Laurentiis avrebbe voluto chiuderla entro questa settimana, considerando l’imminente tour tra Messico, Canada e Stati Uniti per godersi il Mondiale e il suo immancabile bagno di internazionalità. Ma la leggenda continua. E si arricchisce di dettagli sempre più teatrali: Italiano deluso, sorpreso, incredulo. Un uomo che non riesce a capacitarsi di quale colpa abbia commesso dopo un contratto praticamente dato per fatto.
A questo punto siamo passati dalla satira direttamente alla trama di una sceneggiata drammatica da prima serata. E conoscendo certi ambienti, rischia pure di accompagnarci per tutta l’estate. Non sarebbe più semplice – e soprattutto più credibile – raccontare che i giochi non fossero ancora davvero chiusi? Che lo stesso De Laurentiis, durante quella surreale conferenza stampa organizzata accanto ad Antonio Conte, aveva praticamente ammesso che il famoso “gong” delle ultime giornate, da lui tanto evocato, sarebbe stato decisivo per gli equilibri delle panchine? Italiano e il suo Bologna erano forse coinvolti nella bagarre Champions? Direi proprio di no.

Perché Allegri era la scelta più logica per il Napoli
E allora incontri, telefonate, valutazioni e riflessioni diventano non solo normali, ma persino doverose. Soprattutto dopo gli errori commessi negli ultimi anni. Curare ogni dettaglio non è indecisione: è maturità. Quella che probabilmente De Laurentiis – calcisticamente parlando – sembra finalmente aver acquisito, tornando sulla sua idea originaria. Perché oggi il Napoli è arrivato a un livello in cui gli errori vanno ridotti al minimo sindacale.
E in questo senso Allegri rappresenta l’usato sicuro: affidabilità, esperienza, gestione, peso mediatico. Ma soprattutto continuità con quel filone identitario inaugurato due anni fa con Antonio Conte. Il resto, come spesso accade, è solo rumore da sottofondo. E parecchia fantasia travestita da retroscena.
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