Il toto-allenatore a Napoli è già partito, e non potrebbe essere altrimenti. Con Antonio Conte al passo d’addio (domenica l’ultima panchina azzurra, salvo inattesi colpi di scena) la dirigenza e Aurelio De Laurentiis guardano inevitabilmente al mercato degli allenatori. Tra i nomi che circolano con una certa insistenza negli ultimi giorni spicca quello di Simone Inzaghi, attualmente sulla panchina dell’Al-Hilal Saudi Club dopo l’addio all’Inter dell’anno scorso
Federico Pastorello, vecchia conoscenza del Napoli e intermediario che ha curato e definito il trasferimento di Inzaghi dall’Inter al club saudita, ha dichiarato che l’allenatore è “totalmente focalizzato sulla sua squadra e convinto di restare anche nella prossima stagione”.

Parole che suonano come un muro eretto preventivamente di fronte a qualsiasi tentazione o approccio. Pastorello, anche se non è il procuratore del tecnico piacentino (è Tullio Tinti che gestisce la procura, ndr) non è una figura secondaria in questa storia: è stato lui a costruire e a far concretizzare l’operazione che ha portato Inzaghi in Arabia, e conosce bene gli umori e le intenzioni dell’ex Inter e Lazio. Il messaggio è chiaro: al momento non ci sono aperture, non ci sono trattative, non ci sono nemmeno sondaggi andati a buon fine.
Napoli, De Laurentiis vuole essere celere
Eppure il calcio è uno sport di sorprese. Aurelio De Laurentiis ha fretta e non è da escludere uno scatto tale da capovolgere qualsiasi scenario. Cosa potrebbe cambiare? La voglia di tornare in Italia con un progetto competitivo dopo aver vissuto l’esperienza del campionato saudita. Inzaghi è un allenatore di spessore europeo e sa bene che il suo palcoscenico ideale è la Serie A o i grandi campionati del Vecchio Continente.
Dal lato napoletano, De Laurentiis dovrà agire con rapidità per evitare un Garcia-bis. Per tale motivazione, al momento, il nome di Inzaghi resta sullo sfondo: non del tutto cancellato, ma lontano. Molto lontano Un’ipotesi suggestiva sulla carta, frenata però da una realtà che, almeno oggi, non lascia spazio all’ottimismo. Nel frattempo, per il presidente del Napoli, il nome di Simone Inzaghi è da mettere tra parentesi. Non necessariamente da depennare del tutto.
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